Pavia, la riforma Isu stimola il Comune
Egregio signor sindaco,
come certo saprà con l'accordo collettivo del 22.11.2004 stipulato tra le associazioni sindacali e la Regione, quest'ultima si impegnò ad attribuire la gestione del diritto allo studio universitario solo ad enti pubblici in sostituzione dell'Isu.
In attuazione dell'accordo il consiglio regionale della Lombardia approvò all'unanimità la legge regionale 13.12.2004 n. 33, che affida la gestione del diritto allo studio universitario solo all'Università o a consorzi pubblici o ad altri soggetti pubblici.
L'Università di Pavia invece il 21.06.2005, su sollecitazione del commissario dell'Isu dott. Leonardelli, ha affidato la gestione del diritto allo studio universitario ad un ente privato, cioè a una fondazione regolata dal codice civile, svincolata quindi dall'obbligo di rispettare le norme di diritto pubblico sulla trasparenza, sui controlli, sulle assunzioni e sulla gestione del personale, sugli applati ecc. ecc.
Sia alcuni coraggiosi dipendenti, sia la Fp-Cgil locale e regionale hanno impugnato avanti il Tar Lombardia l'istituzione di detta fondazione che, paradossalmente, in contrasto con una legge regionale chiarissima, è stata propugnata in giudizio non solo dall'Isu e dall'Università, ma perfino dalla stessa giunta regionale che avrebbe dovuto osservare la legge regionale stessa.
Mario Agostinelli e gli altri consiglieri di Rifondazione Comunista il 4 marzo scorso hanno presentato una mozione al consiglio regionale, chiedendo il rispetto della legge regionale e dell'art. 43 della Costituzione, in forza del quale solo la legge può trasferire ai privati la gestione di un servizio pubblico essenziale, con risvolti sociali prevalenti su quelli economici, come la gestione del diritto allo studio universitario.
Il 27 aprile in un'intervista il dott. Leonardelli, dopo avere premesso «... un ricorso al Tar ha bloccato tutto», ha candidamente assicurato che «... si opterà per un ente pubblico emanato dall'Università, Comune e Iuss».
Siamo tutti più sollevati nel vedere rispettare una legge regionale e la Costituzione.
Sarebbe forse auspicabile che anche l'Amministrazione provinciale fosse coinvolta e che magari, spostandolo dalle «segrete stanze» alla luce del sole, questi enti si mettano al lavoro per produrre in tempi rapidi uno statuto condiviso.
In quest'ottica sarebbe opportuno, magari insieme al consiglio comunale e sfruttando la sua presenza all'interno del consiglio di amministrazione dell'Università di Pavia, proporsi come Comune in modo attivo e propositivo sia per la stesura dello statuto del consorzio sia per la riorganizzazione della gestione del diritto allo studio universitario, introducendo magari anche aspetti innovativi per Pavia ma diffusi nel resto d'Europa dove ad esempio alcuni collegi universitari sono gestiti direttamente dagli studenti e l'ente pubblico assicura solo i servizi essenziali di pulizia, manutenzione e mensa.
Occorrerà di certo un maggior impegno ma finalmente si potrà riavvicinare il nostro Ateneo a Pavia e Pavia potrà conoscere e dare una mano a risolvere i problemi di quei tanti studenti che sono per lei una grande risorsa umana ed economica.
Io sono pronto insieme al partito che rappresento in consiglio comunale, Rifondazione Comunista, a fare la parte che ci compete a partire dal lavoro nelle commissioni consiliari.
Pasquale Di TomasoPavia
Isu: pochi oppositori
alla Fondazione
Scrivo in merito a quanto apparso sulla «Provincia» relativo alla sentenza del Tar favorevole all'Isu sul problema «Fondazione».
L'articolo riporta i fatti in modo preciso; tuttavia ritengo che per una corretta conoscenza degli avvenimenti siano necessari alcuni ulteriori chiarimenti. Infatti si potrebbe pensare all'esistenza di una vertenza generalizzata tra dipendenti, rappresentanze sindacali e sindacati da una parte ed Isu dall'altra. Non è assolutamente cosi. Sul passaggio alla Fondazione si sono espressi favorevolmente la Rsu dell'Isu (a maggioranza), tre sindacati sui quattro presenti nella Rsu (tranne la Cgil) e la quasi totalità dei dipendenti.
Nell'assemblea generale del personale infatti la mozione favorevole alla Fondazione era stata approvata senza alcun voto contrario.
Le divergenze su questo tema avevano portato alla sfiducia del coordinatore della Rsu, Nicola Jacobuzio che non aveva accettato di portare avanti la linea della maggioranza.
Neppure il voto assembleare aveva fatto desistere chi era contrario alla Fondazione che - a buon diritto - aveva fatto ricorso al Tar.
Ma si tratta di cinque dipendenti su oltre cento. Quindi il responso del Tar è negativo per i 5 colleghi che avevano fatto ricorso, ma è stato accolto con piena soddisfazione dalla stragrande maggioranza dei lavoratori Isu, nonché della maggioranza della Rsu e dai sindacati fatta eccezione per la Cgil.
Questo senza alcuna intenzione polemica, ma per completezza di informazione.
Melania LanaveRappresentante Uil Rsu-Isu Pavia
Parcheggio sotterraneo
in viale della Libertà
Quanti problemi irrisolti a Pavia. Ma lo sono per motivi strutturali oppure per motivi politici?
Prendiamo il caso dei parcheggi, in questi anni ci sono state proposte ma l'Amministrazione comunale ha fatto orecchie da mercante nascondendosi dietro spiegazioni piuttosto misteriose.
Dalle notizie che arrivano sembrerebbe vicina la riprogettazione della zona di piazzale Minerva ed allora perché non prevedere nell'area di viale Libertà la realizzazione di un parcheggio sotterraneo tenuto anche conto che il terreno in tale area è costituito da terra di riporto e quindi senza particolari difficoltà di realizzazione?
Sarebbe forse anche il caso che la progettazione di piazzale Minerva non fosse affidata ai soliti noti che si accorgono nelle fasi successive alla realizzazione dell'opera, di avere sbagliato progetto, ma fosse realizzata sulla base di un concorso di idee che potrebbe portare a soluzioni importanti ed innovative e tali da garantire un flusso di traffico sicuro.
Intanto da almeno cinque anni sono fermi i lavori per la realizzazione di un «qualcosa» al ponte di viale della Libertà, passaggio subalveo di tubazione Asm e realizzazione parcheggi, che avrebbe dovuto essere terminato nel 2001. La domanda che il cittadino si pone è: «Ma la responsabilità di tale situazione di chi è?» E' possibile che in questa città non ci sia mai un responsabile che risponda delle proprie azioni e che i cittadini subiscano passivamente queste situazioni?
Fabio ManconiPavia
Giovani padani e forzisti
trascurati dal Comune
Domenica 30 aprile è apparsa sulla Provincia Pavese una lettera del Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Pavia, Matteo Mognaschi, che intendeva denunciare un comportamento altamente scorretto del sindaco di Pavia Piera Capitelli. Infatti il sindaco, dopo aver proposto nel dicembre del 2005 una tavolta rotonda delle associazioni giovanili pavesi, ha ignorato l'offerta di partecipazione dei membri della Consulta (e quindi dei rappresentanti effettivi di tutti gli studenti superiori della provincia) invitando ad aderire all'iniziativa determinante associazioni giovanili di facile collocamento politico: Pavia in serie A, che niente a che vedere col Pavia Calcio, Spimo, Corsari, Unifre e, addirittura, i Giovani Comunisti, il gruppo giovanile di Rifondazione Comunista. Un simile comportamento da parte di un amministratore locale non è possibile: in primo luogo perchè ha escluso i rappresentanti della Consulta che, come già detto, è una rappresentanza istituzionale degli studenti democraticamente eletta all'inizio di ogni anno scolastico da tutti gli istituti superiori della provincia; e in secondo luogo perchè non è possibile credere, se non per i propri interessi, che i giovani pavesi si sentano tutti rappresentati da gruppi simpatizzanti con la sinistra o addirittura da gruppi politici di estrema sinistra. Noi, come Movimento Giovani Padani e come Studenti per le Libertà, i gruppi giovanili rispettivamente della Lega Nord e di Forza Italia, riteniamo che la realtà giovanile pavese sia ben diversa e che a Pavia e Provincia ci siano giovani che fanno della fierezza per la propria terra, per la propria gente e per le proprie tradizioni dei punti saldi del loro vivere e del loro agire. Crediamo inoltre che a Pavia ci siano dei giovani che apprezzano il lavoro, la legalità e l'onestà e che non si sentono rappresentati da quel tipo di gruppi giovanili che troppo spesso finiscono sulle pagine dei giornali perchè hanno commesso atti di vandalismo nei confronti di beni pubblici e privati, ma mai dei propri. Non crediamo invece che la maggioranza dei giovani pavesi sia concorde con quei gruppi che simpatizzano, o perlomeno non condannano, i terroristi islamici, scandendo durante le loro manifestazioni slogan inneggianti alla strage di Nassirryia o bruciando bandiere che rapprentano un pensiero o un ideale diverso dal loro.
Come ragazzi e cittadini in via di formazione in una società che riteniamo democratica, crediamo di avere a pieno titolo il diritto di partecipare anche noi a questa tavola rotonda che intendiamo non possa essere monopolio eslusivo dei giovani della sinistra.
Pertanto pensiamo che questo squallido episodio possa essere l'occasione giusta per creare un albo realmente pluralista delle associazioni giovanili della nostra città.
Emanuele GiorgiCoord.re Cittadino Giovani Padani Niccolò FraschiniCoord.re Studenti Universitari di Forza Italia