Villanterio, il giorno delle lacrime

VILLANTERIO. Il giorno del dolore. Rabbia, tristezza e disperazione si respiravano dietro il feretro di Enrico Serra, l'imbianchino di 19 anni che ha perso la vita nell'incidente stradale di Santa Cristina. I funerali sono stati celebrati, ieri mattina, nella chiesa di Villanterio gremita in ogni ordine di posti. A portare l'ultimo saluto c'erano un migliaio di amici, parenti e conoscenti della famiglia. Tutti si sono stretti intorno al padre Giovanni, alla madre Tiziana ed alla sorella gemella Fabiana che erano dietro al feretro in compagnia dei parenti stretti. Decine di ragazzi non sono riusciti a trattenere le lacrime sia durante il breve corteo che all'interno della chiesa. La bara marrone chiaro di Enrico era sovrastata da un grande mazzo di fiori bianchi.
A fianco del feretro c'erano le corone degli 'amici del 1986", un'altra con la scritta 'i tuoi amici" ed una terza della 'compagnia carabinieri di Stadella". Il padre Giovanni è infatti un brigadiere dell'Arma che, da qualche anno, lavora alla stazione di Corteolona.
Dietro il carro funebre c'erano tre sacerdoti: don Fabio Curti, don Roberto Romani ed il parroco del paese don Claudio Zanaboni. In chiesa era in attesa don Antonio Vitali, l'ex parroco di Villanterio. Poco più in là una ventina di amici che, divisi in file da due, portavano cestini pieni di fiori bianchi. Anche nel mezzo del corteo c'erano giovani con fiori bianchi in mano. Appena dietro il carro funebre i familiari più stretti, alcuni dei quali non riuscivano a trattenere le lacrine. Il corteo è sfilato per le strade del paese, per quei cinquecento metri che separano l'abitazione di via Privata Meriggi e la chiesa parrocchiale. Un tratto breve ma colmo di gente che ha voluto seguire Enrico senza essere presente in chiesa. Tra la folla c'erano anche numerosi colleghi di Giovanni Serra. C'erano il comandante della compagnia di Stradella, il capitano Franzoso, i responsabili delle stazioni di Villanterio e di Corteolona ed altri militari che sono arrivati alla spicciolata anche in abiti borghesi da tutta la provincia.
Il sagrato della chiesa parrocchiale era già pieno di gente quando è arrivato il feretro. Erano state deposte altre corone di fiori di amici e parenti. E' stato un momento di grande commozione: la bara avvolta da corone di fiori è stata trasportata all'interno di una chiesa già gremita da amici a parenti.
Tra i fedeli che hanno assiepato la chiesa di San Giorgio (circa un migliaio di persone) c'erano tanti ragazzi che hanno voluto portare l'ultimo saluto ad Enrico. Molti di loro non sono riusciti a trattenere le lacrime di fronte ad una tragedia che è sicuramente più grande della loro età. Una tragedia che li ha privati per sempre di alcuni dei loro amici più cari.
Il feretro, al termine della cerimonia funebre, è ritornato sul piazzale della chiesa da dove è partito per cimitero del paese e qui è stato tumulato.
Il primo addio ai ragazzi che hanno incontrato la morte in quel maledetto campo di Santa Cristina si è concluso come era inziato: tra lacrime e singhiozzi di chi non potrà più dimenticare il sorriso di Enrico.