«La Tarsu invariata da sei anni a oggi»

VIGEVANO.Il Comune risponde ai 16 esercenti che hanno raccolto le firme per protestare sul pagamento della Tarsu. «Tengo a precisare - dice l'assessore ai tributi Gianpietro Pacinotti - che il Comune non ha ritoccato la Tarsu. La tassa rifiuti è rimasta inalterata per tutte le categorie di attiità produttive e per i privati, dal 2000, anno di insediamento della prima giunta Cotta». L'ufficio tributi con un comunicato entra poi nel merito: «La petizione al sindaco è stata sottoscritta da 16 aziende. Non si capisce a che titolo alcune aziende abbiano firmato, visto che non sono minimamente interessate alla problematica sollevata con la petizione. Non esiste nessuna tabella regionale in materia di tassa di rifiuti. La competenza a determinare la tariffa per la tassa rifiuti è solo ed esclusivamente una competenza comunale. Le tariffe sono state aumentate con deliberazione nel 1999 e da allora non è stato deliberato nessun aumento». Nella risposta si affonta anche la questione delle varie categorie. «Le tariffe sono differenziate per categorie - dice il comunicato - e tipologia di attività e tali categorie risalgono addirittura al 1998. Non è vero quindi che la tassa rifiuti è uguale per tutti». Ad esempio le attività alimentari corrispondono una tariffa di 6,7790 euro al metro quadro, le falegnamerie corrispondono una tariffa di 2,3669 euro». Si entra poi nello specifico dei casi. «Non esiste alcuna retroattività della tariffa - dice il comunicato - il Comune si è limitato ad emettere avvisi di accertamento a fronte di situazioni di elusione/evasione fiscale, applicando la normativa esistente al momento dell'accertamento. I contribuenti possono ricorrere in Commisione Tributaria per far valere il loro diritti qualora ritengano che il comune non abbia agito in modo legittimo. Di fatto nessun ricorso è stato presentato a fronte degli accertamenti emessi. Il Comune si è limitato solo ad applicare quanto previsto dal regolamento comunale. In merito alla denuncia del commerciante, che si lamenta di dover corrispondere 40 mila euro, si fa presente che si tratta di un accertamento emesso per un'evasione».