«Un verdetto esemplare» «No, la pena è spropositata»

MILANO.«Una sentenza dura ma giusta, esemplare». «Una pena spropositata». Sono di tono opposto le reazioni dei legali delle parti coinvolte nel processo a Vanna Marchi, Stefania Nobile e Francesco Campana. «Dieci anni sembrano tanti - ha affermato all'uscita dall'aula un legale di parte civile, l'avvocato Giuseppe De Lalla - ma anche oltre 130 persone truffate lo sono».
Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile nel pomeriggio avevano pasteggiato a culatello, finendo con un tè caldo poco prima della lettura del dispositivo. In precedenza, durante la camera di consiglio durata cinque ore, erano state ospiti proprio nello studio del legale.
L'avvocato Cataliotti, che ha ottenuto l'assoluzione per 27 episodi e il disconoscimento dell'aggravante dei motivi abietti, annunciando che ricorrerà in appello, ha aggiunto: «Attendo di capire dal dispositivo - ha spiegato uscendo dall'aula - le ragioni, anche matematiche, per una pena cosi alta». Niente di cui stupirsi invece, sull'entità della condanna, secondo un avvocato di parte civile, Giovanni Briola, che oltre ad aver difeso Loredana Maffi, la donna che ha ottenuto il risarcimento più alto, 191 mila euro, è anche autore di un libro sulla teleimbonitrice i cui proventi finiranno in parte alle vittime delle truffe: «L'impianto accusatorio - ha detto Briola - ha tenuto perfettamente ed è stato riconosciuto il danno, sia patrimoniale che morale». «Una bella condanna, esemplare», afferma anche Marzia Centurione Scotto, legale di un'altra vittima delle truffe: «Questa sentenza - ha dichiarato l'avvocatessa - soddisfa sia l'opinione pubblica che le vittime che hanno avuto il coraggio di presentarsi in aula».