Berlusconi: hanno occupato tutto


ROMA. Cdl sull'orlo di una crisi di nervi. La tensione accumulata dopo la sconfitta del 9 e 10 aprile si amplifica ed esplode con l'elezione del Capo dello Stato. Sul nome di Giorgio Napolitano si consuma l'ultimo braccio di ferro di una opposizione che ormai va avanti tra sospetti reciproci e sgambetti. Berlusconi e Bossi da una parte. Casini dall'altra. Follini vota Napolitano. Fini «acquattato».
In attesa di tempi migliori. Berlusconi costretto a smentire un'intervista a Panorama dove accusa di tradimento l'Udc.
E' questa la «fotografia» di una coalizione che stenta a digerire la sconfitta e che lascia l'amaro in bocca a Berlusconi. «La botta è pesante», ammette il Cavaliere, che in uno sfogo arriva a dire: «Sono vecchio, a volte mi viene voglia di mollare, di tornare a casa...». Torna la tentazione del passo indietro, ma «è per quello che hanno fatto... poi non so chi possa prendere il mio posto e allora... bisogna difendere gli interessi degli italiani che ci hanno votato». Perché finora non ha nominato un suo successore? «C'ero io...».
A fine giornata Berlusconi entra in un negozio, «sono stato licenziato, non è una bella giornata», dice sorridendo, «ma non mollo». «In Senato - aggiunge - sarà una dura battaglia, è arrivato il momento di sapere su cui posso contare. Speriamo che non ci siano franchi tiratori...».
Berlusconi vorrebbe fondare subito il partito unico dei moderati ma la prima mossa che propone ai suoi nervosi alleati ha poco o niente di moderato. Il Cavaliere prima ribadisce il suo no ad un candidato di parte, poi fa gli auguri a Giorgio Napolitano sperando che sia «imparziale» e che possa conquistare la fiducia «dell'altra metà del paese». E per far capire a Prodi che la Cdl non darà un attimo di tregua, minaccia ostruzionismo in Parlamento e disobbedienza nei confronti del fisco. «Utilizzeremo tutti i metodi e le forme che la democrazia ci offre per far valere le ragioni di oltre la metà del paese, compreso lo sciopero fiscale che è una ipotesi da prendere in considerazione ove mai ci fosse un comportamento che ritenessimo negativo per il paese da parte della sinistra» precisa il premier uscente, che denuncia l'«occupazione militare» da parte dell'Unione di tutte le più alte cariche istituzionali. E invita i suoi a «resistere, resistere, resistere».
Poi, per motivare la scelta della Cdl di votare scheda bianca, accusa di alto tradimento gli alleati dell'Udc.
«Nella prima votazione sul nome di Gianni Letta ci sono venuti a mancare 60 voti. Sessanta traditori, tutti con nome e cognome, tutti parlamentari dell'Udc di Pier Ferdinando Casini. Da li in poi la Casa delle libertà ha scelto la linea della scheda bianca. La decisione l'ho presa io, non la Lega» precisa Berlusconi nel corso di una «conversazione» con Panorama. Letta l'agenzia, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa fa un salto sulla sedia e «incredulo, indignato» chiede subito una smentita al Cavaliere: «Non mi capacito di una tale follia, né posso capirne il motivo. E' ovvio che mi aspetto nel giro di pochi minuti una smentita perché ho il dovere di tutelare l'onore di 60 parlamentari e di 2 milioni e mezzo di cittadini italiani che hanno votato il mio partito». Passa qualche minuto e, puntuale, arriva il dietrofront: «Silvio Berlusconi smentisce di aver rilasciato una intervista a Panorama e chiarisce di non aver mai pronunciato la frase attribuitagli su Casini e gli amici dell'Udc».
La Cdl, insomma, fatica a restare unita e, al di là, dei comunicati ufficiali o delle smentite, dà l'impressione di essere arrivata ai «materassi».
L'elezione di Napolitano piace ai centristi dell'Udc che riconoscono all'ex presidente della Camera le qualità dell'arbitro, viene accettata da An (che contesta solo il metodo seguito dall'Unione) ma fa registrare il totale disappunto di buona parte della Lega (che vota in massa Bossi) e di Forza Italia. Il primo a protestare è Roberto Calderoli che dice di non riconoscere l'elezione. Ma resta isolato, anche dai suoi a cominciare da Maroni.

Gabriele Rizzardi