I riflettori su Clio la nuova first lady che detesta apparire


ROMA.I coniugi Napolitano non hanno mai avuto una casa di rappresentanza. Al centro di Roma (a vicolo dei Serpenti), piccolissimo, l'appartamento è senza spazi delimitati, un po' bohemien nell'arredamento, molti quadri alle pareti, due scrivanie dove Giorgio e la moglie Clio lavorano e sentono musica. Non esiste un ambiente per ricevere gente.
Insomma è la casa di due che non vogliono sottolineare nessun ruolo nella società. Clio Bittoni, anni 72, di professione avvocato, non riuscirebbe mai ad immaginare centrini di pizzi e merletti, magari fatti al tombolo da sua nonna. Lei ha imparato ad annoiarsi su una sedia alle riunioni delle donne socialiste dopo la Liberazione, dove sua madre sosteneva lunghissimi interventi sul voto delle donne.
Su di lei esiste una sola lunga intervista-biografia scritta da Paola Severini. E in essa Clio ammette che i genitori hanno molto influenzato la sua formazione e anche probabilmente la scelta del marito, visto che lei stessa confessa: «Non avrei mai potuto sposare un uomo che non la pensasse come me. Questo proprio sarebbe stato impossibile». Matrimonio più che riuscito, anche se i due temperamenti sono per alcune cose opposti: ordinato e introverso lui, esplicita e informale lei.
Eppure ha cercato sempre di conciliare il suo lavoro con il ruolo di compagna vicina al marito. Pensava che la sua vita avesse ormai intrapreso i binari che portano ad una serena vecchiaia. Invece si ritroverà con i riflettori addosso, a dover andare dal parrucchiere anche quando la sua pettinatura cortissima le consentirebbe di non farlo, a portarsi in valigia tailleur e vestiti per tutte le cerimonie a cui dovrà andare il marito. Parla abbastanza bene l'inglese, ma detesta apparire, pensa che una donna elegante è l'opposto di una «velina», cerca di avere quel 'low profile" di giacca e gonna chanel che aiuta a mimetizzarsi. Non ha mai sopportato le auto di scorta: «Se uno non ci tiene, nessuno te lo impone: ne sono sicura, perché ho sempre preso l'autobus o il taxi».
Ha due figli, Giulio e Giovanni, e anche come nonna è chiara, ma equilibrata: Simone e Sofia, figli di Giovanni, sono accolti a braccia aperte, ma poi Clio torna ai suoi interessi e alle sue amicizie.
Si chiama con un nome greco in omaggio ad un esule che i genitori conobbero quando si trovavano al confino a Ponza. Si è laureata in giurisprudenza a Napoli e si è specializzata in diritto del lavoro. Dopo un periodo di libera professione, cominciò a lavorare nello studio legale delle Cooperative che lasciò a 57 anni per andare in pensione. Giorgio era allora presidente della Camera e Clio pensò che non era opportuno, proprio nella veste di moglie, avere come interlocutori presidenti delle commissioni parlamentari.
Ora il ruolo di moglie diventerà il più ingombrante della sua vita. A qualsiasi evento le luci le saranno addosso per sezionare il suo comportamento. Ma Clio assicura che non chinerà la testa né modificherà la sua indole sanguigna.

Antonella Fantò