Delitto di Mede, domani l'udienza
MEDE. Omicidio volontario, detenzione di arma, porto abusivo di coltello e di munizioni, ma anche calunnia nei confronti del fratello e dei carabinieri. Con queste accuse il muratore 38enne Carmelo Vitale si presenterà domani davanti al giudice Hadrian Simonetti.
A poco più di dieci mesi dalla tragedia del 3 luglio 2005 si terrà al tribunale di Vigevano l'udienza preliminare per l'omicidio del pensionato 59enne Rosario Loria, di Candia, ucciso con sei colpi di pistola dopo una lite scoppiata a Mede. Immediatamente dopo il delitto, i carabinieri avevano arrestato Carmelo Vitale e il fratello minore Francesco, 31 anni, fidanzato di Stefania Loria, figlia della vittima. Francesco si era subito autoaccusato del delitto per scagionare il fratello, sposato e padre di tre figli. Aveva insistito in questa versione dei fatti fino a novembre, quando, in seguito ad indagini e interrogatori, era stato convinto a dire la verità. Francesco è stato scarcerato e ora rischia soltanto un'incriminazione per autocalunnia, ma il procedimento nei suoi confronti è ormai separato da quello che riguarda il fratello Carmelo, rimasto l'unico accusato dell'uccisione del pensionato. Carmelo Vitale però è imputato anche di calunnia verso il fratello e verso i carabinieri. Nei confronti del fratello minore perchè non avrebbe ammesso di essere stato lui a sparare avvalorando invece l'ipotesi che a fare fuoco fosse stato Francesco.
La calunnia verso i carabinieri si riferisce invece a dichiarazioni fatte dopo l'arresto. Carmelo Vitale avrebbe affermato che i militari avevano consentito al fratello Francesco di toccare l'arma, mentre in realtà ciò non sarebbe avvenuto. La pistola era una Browning 7.65 e l'imputato dovrà ripondere anche di porto di coltello e di munizioni, trovati nella sua auto. Nell'udienza di domani però non si entrerà nel vivo del confronto tra le parti. L'avvocato difensore Fabio Santopietro ha chiesto il giudizio abbreviato che garantisce uno sconto di pena in caso di condanna ed è probabile che il giudice si pronunci sull'istanza rinviando poi ad altra udienza. Intanto il muratore 38enne ha continuato a dire di avere perso la testa perchè temeva la reazione di Loria. Sempre secondo la versione di Vitale, in passato Loria avrebbe minacciato la sua famiglia perchè il pensionato era contrario al legame tra la figlia Stefania e Francesco Vitale. Il 3 luglio dello scorso anno Rosario Loria si era recato a Mede proprio per definire la situazione e convincere la figlia a tornare in famiglia. Li era scoppiata la lite finita a colpi di pistola.