Unabomber, nitroglicerina come firma
VENEZIA.Anche la bottiglia scoppiata a Santa Margherita di Caorle sabato scorso era una trappola di Unabomber. La conferma della compatibilità di questo con gli altri ordigni precedenti, ha riferito ieri il pm di Venezia Luca Marini, è arrivata con le prime anticipazioni delle analisi dei Ris, che hanno trovato la nitroglicerina: ovvero lo stesso esplosivo utilizzato da Unabomber per gli ordigni lasciati negli ultimi anni nel Nordest. Anche gli altri elementi dell'innesco - la batteria, il meccanismo a strappo collegato al tappo - fanno ritenere altamente compatibile con gli altri di Unabomber, l'ordigno che sabato ha straziato una mano al 28enne Massimiliano Bozzo, il giovane infermiere mestrino che aveva raccolto la bottiglia di vetro dalle acque del Livenza, incuriosito dal finto biglietto che questa conteneva. Intanto, si sono rivelate infruttuose le ricerche di un eventuale secondo ordigno, condotte negli ultimi giorni nella zona della foce del Livenza. Non è infatti la prima volta che il bombarolo lascia più di una trappola. I controlli nella zona dell'esplosione, ha spiegato Marini, sono proseguiti a scopo precauzionale, data «l'imprevedibilità» delle mosse dell'anonimo attentatore, anche nella scelta di tempi e luoghi delle sue azioni.
Il magistrato ha infine confermato che la polizia giudiziaria sta proseguendo nel prelievo - su base volontaria - di campioni di Dna negli abitanti dei luoghi interni al perimetro di azione di Unabomber. Un'attività che servirà per il confronto con il Dna, in possesso dei magistrati da anni, ricavato dalle tracce di saliva scoperto su un pezzo di nastro adesivo usato in un uovo-trappola di Unabomber, rimasto inesploso. Marini ha detto più volte di non credere che quel Dna sia stato lasciato distrattamente da Unabomber, bensi probabilmente per depistare le indagini. Il pezzo di scotch potrebbe essere stato preso dall'attentatore nel suo abituale luogo di lavoro, o da un fornitore.