Schumi rosa, Ale-Jet a casa
NAMUR (Belgio). Petacchi cade, si frattura la rotula sinistra e si ritira. Bettini perde la «sua» tappa. Savoldelli rifila 7" a Cunego, Di Luca e Basso. Ne dà 23 a Simoni e quasi un minuto a Rujano. Colpa dei trolls che qui dicono abitare i sette chilometri di sotterranei della rocca chiamata la Citadelle, l'erta sulla quale il Giro ha concluso la sua terza tappa? Chi vuol crederci faccia pure, ma non ditelo a Bettini, anticipato nello scatto da Rubiera (secondo) e da Schumacher (primo) e beffato allo sprint anche da Rebellin. E quest'ultimo ha poco da consolarsi per il fatto che il tedesco è suo compagno di squadra: avesse vinto lui e non il tedesco, la maglia rosa l'avrebbe lui.
Facile scherzare poi sui due di testa: primo Schumacher, che prende anche la maglia rosa, secondo uno spagnolo. Come nella Formula 1. Lo Schumacher in bici, che si chiama Stefan e ha 25 anni, è stato tra i primi nella crono e ha vinto in rampa: Ullrich, che è qui a fare il turista in bici, può fare le carte per la pensione? La seconda notizia della giornata (la prima è che Savoldelli ha perso la maglia rosa d'un soffio) è la caduta di Petacchi. Il Velocista Gentiluomo, scivolando sul bagnato si è agganciato con Cioni, è volato in avanti e ha picchiato il ginocchio. Brutta botta. In serata le lastre all'ospedale di Namur non gli danno scampo: rottura della rotula sinistra e lui che in carriera ha vinto 19 tappe al Giro oggi deve rientrare in Italia.
Bisogna raccontare la tappa? E' un piccolo andar su e giù, ma per linee rette, non per tornanti. Con pioggia e freddo. Tutto qui il fascino della Vallonia nelle classiche del Nord. Da noi la strada in salita è uno zigzag, qui è sempre impennata. Evitato il Muro di Huy, ci vuole giusto l'erta della Citadelle de Namur per trovare un paio di tornanti secchi (per di più foderati di sampietrini) che portano al traguardo. Due i piccoli Gpm, circa a metà percorso: Evrehailles e Cote de l'Ahin. La solita fuga da camerieri (nel senso che portano il vassoio al tavolo, ma al momento di pasteggiare vengono tolti di torno) tiene in piedi la bagnatissima corsa. Si tratta di: Adalpe Chavez, Moinard, Irizar e Illiano. Sotto una pioggia... belga, pedalano, pedalano, ma vengono tenuti al guinzaglio dal gruppo. La Quickstep di Bettini lavora e controlla in testa al plotone. Le cadute si susseguono, la più clamorosa è quella di Petacchi che s'aggancia con Cioni. Ale torna a pedalare, torna ad incepparsi, mette piede a terra, chiede aiuto ai compagni: il gruppo è laggiù, ormai imprendibile. L'avvicinamento al castello dei trolls è un calvario, per lui, ma si sprecano anche le forature. Due nomi su tutti: Di Luca e Bettini. Ma quel che deve succedere, succede: il gruppo si mangia i camerieri e va a fare il banchetto vero. Bettini si lecca i baffi per niente, i succitati «assi» sonnecchiano un po', finisce con la sorpresa. Oggi ultima tappa belga, da Wanze ad Hotton. Un arrivo per velocisti, ma in mezzo si va ancora in toboga. L'occasione giusta, se c'è il coraggioso di giornata, per sparigliare e dare nuova una mossa alla classifica. Si finisce presto, perché le ammiraglie non montano in aereo e devono sobbarcarsi più di mille chilometri.