In duemila alla festa della polizia
PAVIA. Una bagno di folla per la polizia. La festa, organizzata nella corte del castello Visconteo, è riuscita alla perfezione. Il questore, Vincenzo Montemagno, ha voluto una celebrazione aperta alla cittadinanza ed, alla fine, ha avuto ragione. C'erano oltre duemila persone, tre cui 500 bambini delle scuole, a conoscere meglio i reparti della polizia di Stato. Tra loro anche numerose autorità come il vice-presidente del Csm Virginio Rognoni, il sindaco Piera Capitelli ed altre autorità civili e religiose, tra cui lo stesso vescovo Giovanni Giudici. Presente, e non poteva mancare, anche il prefetto Vincenzo Macri. Ma i veri protagonisti della festa sono stati i semplici cittadini che hanno gremito il cortile del castello.
La festa è iniziata alle 9 in questura con la deposizione della corona ai Caduti alla presenza del prefetto. I 'riflettori" si sono spostati al castello Visconteo dove la celebrazione ha avuto diversi momenti importanti, tra cui l'esibizione degli sbandieratori di Legnano e quella della fanfara dei bersaglieri in congedo di Magenta. La festa è proseguita nel pomeriggio in piazza della Vittoria. Il questore Vincenzo Montemagno, nel suo discorso, ha sottolineato l'impegno, la tradizione della polizia di stato e l'esempio che l'istituzione dove dare ai giovani. Ricordati anche i Caduti di Nassirya e Kabul.
«La legalità - ha detto il questore - non è solo il rispetto della legge. Ma è un concetto che coinvolge la popolazione nella sua totalità. La legalità è la conquista di un percorso si sotto il profilo individuale che sociale. Il concetto deve essere chiaro soprattutto alle nuove generzioni. Quella di oggi è una polizia che vuole una forte integrazione con la cittadinanza ed un efficace rapporto con le scuole, una collaborazione con gli enti e le strtture territoriali, prima di tutto con i 190 sindaci della provincia. E la presenza di numerosi sindaci non è certamente casuale». (a. a.).