Raggiunto in Spagna un accordo per ridurre il precariato giovanile
MADRID.Governo, sindacati e imprenditori di Spagna hanno raggiunto ieri uno ‘storico' accordo sulla riforma del lavoro per ridurre il precariato giovanile e stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro. L'accordo, che il premier Zapatero vuole trasformare in un decreto legge in vigore dal 1º luglio, è stato raggiunto dopo 14 mesi di negoziati e sarà firmato martedi da Zapatero e dai leader imprenditoriali e sindacali. Il ministro del Lavoro, Jesus Caldera, ha definito «rivoluzionarie» alcune misure dell'accordo. Per la vicepremier Teresa de la Vega, «sarà uno stimolo chiarissimo alla creazione di posti di lavoro» e favorirà «la stabilità rispetto alla precarietà... senza introdurre rigidita e salvaguardando la flessibilità», alimententando la «fiducia» necessaria a migliorare la produttività e la competitività dell'economia. L'accordo prevede in particolare l'obbligo di fare un contratto a tempo indeterminato a chi abbia lavorato per 24 mesi con contratti precari su un periodo di 30 mesi nella stessa azienda. Zapatero giorni fa ha ricordato che negli ultimi due anni la Spagna ha creato 1,8 milioni di posti di lavoro, 300 mila dei quali per i giovani il cui tasso di disoccupazione si è ridotto. Il leader del partito Sinistra Unita Gaspar Llamazares ha avvertito invece che l'accordo è solo «un timido passo». Con quasi 5 milioni di lavoratori precari, la Spagna è in testa alle statistiche europee in questo settore, però il Pil sta crescendo del 3,5% (1º trimestre 2006).