Pavia, dal degrado ai nostri clandestini
E' sotto gli occhi di tutti il degrado, la sporcizia, il disordine viabilistico, i parcheggi selvaggi, l'incuria del verde pubblico e dei Parchi che sono invasi da montagne di rifiuti formati da tutti i tipi di materiali.
Le Amministrazioni cittadine, che si sono succedute nel governo di Pavia, hanno fatto dei bei progetti, anche se in parte discutibili, stampati sulla carta patinata dei programmi elettorali: costano la stampa dei volantini o la fatica di un comizio a cui sono ben pochi a credere, visto il seguito che hanno avuto i precedenti.
Ma basta guardarsi attorno e anche le promesse più realizzabili sono rimaste lettera morta: graffiti, sporcizia e rottami in tutto l'ambito comunale sono sotto gli occhi di tutti, anche degli amministratori.
Può sembrare un luogo comune parlare ancora delle fatiscenti strutture della ex Snia, ex Neca, ex Lido e di tante altre costruzioni abbandonate e prive di qualsiasi servizio: tutte divenute ricettacolo di extracomunitari senza permesso di soggiorno, nomadi e sbandati.
Alcuni volontari cercano di dare una mano a questi derelitti: non sanno però che per l'Amministrazione comunale si configura il reato di omissione di atti d'ufficio contravvenendo alle Leggi dello Stato che sono chiare in materia.
Oltre a questa situazione poco esaltante, sono da prendere in considerazione i troppi campi nomadi sorti nella più completa anarchia e indifferenza di chi doveva regolamentarli e che ora nessun Quartiere intende ospitare.
Gli extracomunitari privi di permesso di soggiorno manifestano una prepotenza che deriva si dalla loro posizione sociale, ma che non li esime dal compiere abusivismi, scippi, furti, accattonaggio, commercio illegale, spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione.
E tutto ciò si svolge davanti agli occhi di tutti i cittadini e quel che è più grave davanti agli occhi di coloro che istituzionalmente dovrebbero intervenire soprattutto in presenza di commercio di merce palesemente contraffatta.
La città ne è invasa, soffocata, stufa, piena di locali dormitorio, dove, a turno, si ricoverano decine di extracomunitari senza permesso di soggiorno. Questa massa di disperati vive ai margini della società: nessuno si preoccupa di controllarla.
I troppo pochi vigili urbani sul territorio seguono la viabilità: è più facile sanzionare un automobilista che un venditore abusivo senza permesso di soggiorno.
L'assoluta inerzia dell'Amministrazione comunale verso la creazione di un serio volontariato di Protezione civile ha impedito la formazione di una struttura che poteva dare un grande supporto per il controllo del territorio.
Ad onor del vero mi risulta che sono state distribuite delle pettorine con la scritta Protezione Civile a personaggi addetti a varie mansioni nell'ambito comunale, senza aver seguito un minimo corso sulla Protezione Civile.
Si continua quindi a fare affidamento sui volontari qualificati e certificati di Associazioni ed Enti privati che fanno capo al Servizio di Protezione Civile dell'Amministrazione provinciale.
Ci si dimentica che la città di Pavia, e qui neanche la storia insegna, sorge in una zona, la confluenza del Ticino con il Po, ad altissimo rischio esondazioni. E, guarda caso, tutti i Comuni confinanti con la città hanno dei Gruppi di Protezione Civile.
Nel Parco della Vernavola sono state rinvenute delle cartucce di fucile da caccia: che i cittadini, invece di sparare ai fagiani, non si addestrino per qualche altra azione? Ma... si spara in una zona verde comunale protetta? Protetta da chi?
Franco Derenzinivice presidente dell'associazione Difesa Natura Ambiente, Pavia
Gli epigrammi che adesso
vanno bene per noi
Gli epigrammi rappresentarono un'espressione letteraria molto frequentata nelle epoche antiche e in quelle più moderne. Piccoli componimenti in rima di tono arguto e spiritoso, non di rado corrosivo e mordace, anche se non velenoso.
Nel'700 e nell'800 moltissimi autori vi si dedicarono, compresi quelli che già alla loro epoca potevano vantare una grande notorietà come Vittorio Alfieri e Ugo Foscolo. Gli autori erano spiriti liberi e indipendenti, di carattere spesso ameno e faceto e dotati tutti, comunque, di un gran senso dell'umorismo. Le loro micro-creazioni erano schegge fulminee che piovevavano su un pubblico divertito che le richiedeva a gran voce. Le piccole poesie costituirono in un certo qual modo lo specchio dei tempi, sempre spiritose, riuscivano a muovere i lettori al sorriso e spesso, come le barzellette di oggi, suscitavano il riso più franco e aperto.
Con l'aiuto della memoria, che è computer gratuito dato in dotazione ad ogni essere umano, unito a un po' di pazienza e fortuna, sono riuscito a trovarne due che mi sembravano veramente simpatiche: «Ministro reo col tuo nuovo sistema hai spinto il regno alla ruina estrema. Dici che lungo tempo le fortune reggesti dello Stato; si, ma come la fune che regge l'impiccato». (Filippo Pananti 1769-1837).
«Col mentir sempre a torto vi credete la nostra d'ingannar credulità; ingannar ci volete? Dite una volta almen la verità». (Saverio Bettinelli 1718-1808).
Loris Dalla MarigaPavia
Vincono i veri valori
anche nel voto politico
Nell'analisi del risultato uscito dalle urne, si è trascurato un fattore che, a mio avviso, ha dato un contributo importante nella determinazione delle scelte dell'elettorato, ovvero la bioetica.
Già i quattro referendum del giugno 2004 sulla legge 40 ci hanno restituito un'immagine dell'Italia assai diversa da quella che ci si sarebbe aspettati: cioè quella di un'Italia laica si, ma nel contempo attenta alle istanze etiche. Se si considera infatti l'astensionismo fisiologico da referendum, valutabile intorno al 40%, e se si considera la percentuale dei votanti, il 25%, si ottiene facilmente che almeno il 35% dell'elettorato ha optato consapevolemte per l'astensione, come suggerito dalla Chiesa cattolica nonchè dal Comitato Scienza e vita.
Si consideri inoltre che se agli astenuti si sommano i «no», ne risulta che solo il 20% si è espresso per la modifica della legge 40. Un risultato davvero sorprendente se si considerano i precedenti su aborto e divorzio.
Oggi, i principali promotori di quelle iniziative, cioè i radicali, militano nel centrosinistra sotto l'effige della Rosa nel Pungo. E anche qui è interessante notare che un partito che per mesi ha occupato le pagine politiche dei quotidiani e che sembrava destinato a diventare il presidio laico dell'Unione, si è dovuto accontentare di uno striminzito 2,5%, cioè meno della somma dei voti di Radicali e Sdi.
Sul fronte opposto, quello del centrodestra, un partito come l'Udc, che ha impostato la sua campagna elettorale su temi come la difesa della vita umana, la tutela della famiglia naturale, il no alla droga, ha quasi sfiorato il 7%, più che raddoppiando i propri consensi.
Gli ultimi appuntamenti elettorali (i referendum e le elezioni politiche) ci hanno mostrato un'Italia molto più attenta alle esigenze etiche di quanto non si pensi. Un'Italia che magari non si dichiara nei sondaggi, ma che si fa sentire nell'urna.
Emanuel Ernesto BernardiVillanova d'Ardenghi