Spessa, a rischio l'argine del Po

SPESSA PO. E' di nuovo braccio di ferro fra Amministrazione comunale di Spessa Po e Aipo. Questa volta al centro della polemica c'è un vero e proprio buco sotto una chiavica. Cosa non da poco, si lamenta l'amministrazione, perchè in caso di piena l'intero argine sarebbe a rischio. E proprio nel punto più critico della zona. Quello cioè, da cui l'intero paese sarebbe sommerso in poche ore. Il Comune di Spessa Po ha già chiesto diverse volte all'ex Magistrato per il Po di intervenire con urgenza. Per adesso, però, non è arrivata alcuna risposta. Per questo il sindaco del paese, Giuliano Spiaggi, ha deciso di chiedere in maniera più energica un sopralluogo dei tecnici dell'ufficio territoriale perchè prendano visione del problema.
«Abbiamo più volte sollecitato un intervento presso la chiavica del Colone - spiega - perchè è interessata dalla presenza di una vera e propria galleria sotterranea in prossimità del piano di chiusura della paratia. In caso di innalzamento del livello del fiume, potrebbe provocare una rottura dell'argine stesso mettendo in pericolo tutto il paese».
L'allarme, fra l'altro, non arriva solo dal Comune di Spessa. Nel giugno dello scorso anno, per un intervento di manutenzione, anche i tecnici del Villoresi avevano riscontrato la presenza del cunicolo. Anche dal consorzio era arrivata la puntuale segnalazione di pericolo all'Aipo. Da allora, però, la galleria è ancora li. L'inverno, per fortuna, è passato senza alcun problema. Ma il sindaco non vuole sfidare ancora la sorte. «E' chiaro che questo è l'unico periodo dell'anno in cui è possibile l'esecuzione del lavoro per porre rimedio al problema - prosegue Spiaggi - perchè dopo l'estate non è più possibile per ovvi motivi». La galleria sotto la chiavica non è l'unica questione in sospeso fra Aipo e Comune. Non più tardi di qualche mese fa, l'amministrazione aveva sollecitato un altro intervento, sempre sull'argine. In questo caso il problema riguardava lo strato di materiale (la ghiaia) che sul progetto era indicato di uno spessore di 30 centimentri. Secondo le rilevazioni dei tecnici comunali, invece, il materiale arrivava si e no a 10 centimetri. «E' stato osservato che le opere di ricarica della massicciata stradale non avrebbe rispettato i riempimenti con materiale granulare per l'altezza di 30 centimetri, cosi come previsto dal progetto, ma solo uno spargimento superficiale sopra una base di sabbia» aveva segnalato Spiaggi all'Aipo. La superficie dell'argine rischiava, in altre parole, di non essere adeguatamente rinforzata tanto da renderne pericolosa la percorribilità. L'Aipo, su questa questione, aveva risposto al Comune dicendo «che il tutto era ancora meglio del piano originario perchè la sabbia è un materiale più idoneo».
Risposta che non aveva convinto del tutto il sindaco. Come era andata a finire? «Avevano detto che in ogni caso avrebbero fatto delle prove di pressione sulla strada arginale - conclude Spiaggi -. Ma, da quello che mi risulta, ancora non lo hanno fatto».