Il San Matteo diventa una Fondazione

PAVIA. Il policlinico San Matteo diventerà Fondazione. Come altri due Irccs milanesi: Istituto dei Tumori e il Besta. La giunta regionale lombarda ha approvato la delibera di conversione dell'ente. E il Consiglio dei Ministri, l'ultimo in casa Berlusconi, ha emanato i decreti di approvazione dello statuto delle nuove fondazioni. Ormai è cosa fatta. E per il San Matteo sta per finire la lunga era dei commissariamenti, iniziata nel 1992. Il commissario, attualmente Giovanni Azzaretti, sarà sostituito da un direttore generale e da un comitato di indirizzo formato da sette componenti nominati da Regione, Comune, Ministero e da un soggetto privato. Ma per Azzaretti potrebbe profilarsi anche una riconferma, in una nuova veste.
«Sin dall'inizio ho detto che questa della trasformazione degli Irccs in fondazioni sarebbe stata la strada giusta da seguire - commenta l'assessore regionale alla Famiglia, Giancarlo Abelli (Fi) -. Il percorso è stato completato nei tempi previsti, senza ritardi, e presto dunque il San Matteo potrà avere una nuova dirigenza operativa». Abelli non fa nomi, non si sbilancia. Ma lascia intendere che quello di Azzaretti è un nome papabile. L'interessato invece non si pronuincia. Laconico il commento di Giovanni Azzaretti, ultimo commissario del San Matteo: «Confermo, l'ho saputo in questi giorni. Ma non ho nulla da aggiungere. Il mio compito, che continuo a svolgere fino al termine del mandato, è di portare avanti i progetti del Dea, delle Torri e l'ammodernamento del policlinico».
La trasformazione degli Irccs della Lombardia in Fondazioni è partita da tempo. Il policlinico di Milano ha già fatto il grande passo. E nei giorni scorsi la giunta del Pirellone ha deliberato identica sorte anche per altri tre istituti di ricovero e cura lombardi: San Matteo a Pavia, Besta e istituto dei Tumori a Milano. Nell'ultima seduta del Consiglio dei Ministri sono stati emanati i decreti di approvazione dello statuto delle tre nuove istituende fondazioni.
Dopo il varo della fondazione sarà la volta della nomina dell'organismo dirigenziale. Un'operazione ormai imminente. Questione di settimane, probabilmente. Guiderà l'ente un direttore generale (nominato dal presidente della Regione Lombardia), affiancato da un comitato di indirizzo, non tanto diverso nel suo assetto dal vecchio consiglio di amministrazione. Sette i componenti: il presidente del comitato sarà nominato dalla giunta regionale, sentito il parere del ministro alla Salute. E sempre la regione nominerà altri tre consiglieri. Un quinto componente sarà eletto dal Comune di Pavia (una competenza fino a poco tempo fa non scontata), un sesto direttamente dal Ministero. E il settimo sarà legato a un soggetto privato ancora da individuare. La trasformazione degli Irccs in fondazioni aveva anche una logica economica sottesa, legata alla necessità di ripianare i debiti pregressi. Sui nomi della dirigenza è ancora presto fare ipotesi. E nessuno può escludere che l'attuale commissario straordiunario, Giovanni Azzaretti, possa essere nominato direttore generale. Ma è certo che sulle nomine si scatenerà a breve la ridda di voci e di indiscrezioni. Solo fino a un anno il nome più accreditato alla presidenza del comitato era Lorenzo Callegari, ex sindaco di Casteggio, politico di lungo corso. Ma candidati e candidature saranno ridiscussi e di certo, per garantire i necessari equilibri, non saranno ininfluenti gli esiti delle prossime elezioni amministrative. (m.g.p.)