«Chiude la Coop, non posso più fare la spesa»

VIGEVANO. Ora non può più fare la spesa. Con la chiusura del supermercato Coop di corso Di Vittorio, a Maria Biandrate, un'insegnante in pensione di 62 anni, in carrozzella, uno dei gesti più comuni sarà precluso. L'ha scoperto a proprie spese due giorni fa. Come ogni mattina Maria, che vive con la madre 92enne, si è recata alla Coop, che nel quartiere è l'unico supermercato senza barriere architettoniche. Al bancone macelleria ha chiesto del roast beef. L'addetto le ha risposto che quel tipo di carne era finito e alla Coop non l'avrebbero più comprato.
I bancali e i frigoriferi del supermercato si stanno svuotando, visto che il supermercato sta per chiudere. Cosi Maria Biandrate è andata, sempre con la propria carrozzina elettrica, al mercato coperto di via Rocca Vecchia, dove però il camper del macellaio passa soltanto una volta a settimana. Le è toccato ripiegare su un supermercato vicino. Da fuori, visto che le barriere architettoniche le vietano l'ingresso, ha chiesto alla cassiera il roast beef. La donna ha chiamato un 'altra dipendente del supermercato, che è andata al banco macelleria, dove si è resa conto che c'era troppa coda e ha consigliato alla pensionata di cambiare negozio. Non le conveniva aspettare in mezzo alla strada. Grazie all'aiuto di un passante è riuscita a compare del roast beef in macelleria. Sempre stando fuori e non potendo valutare da vicino la qualità della merce. Maria Biandrate non può nemmeno fare come le altre massaie, non può chiedere «quella fettina là», forse la richiesta più banale che si sente nei negozi, deve accontentarsi di quello che sceglie il macellaio, parlando con lui dalla porta del negozio. «Alla Coop - dice - potevo entrare anch'io. Non ha barriere architettoniche. E' vero anche i centri commerciali costruiti recentemente non le hanno, ma sono distanti da casa mia. Io ci metto un quarto d'ora ad arrivare all'Esselunga che è il più vicino. Se prendo i surgelati, d'estate, quando arrivo a casa, sono sciolti». Ex professoressa di lettere al liceo scientifico Cairoli e al Casale, Maria Biandrate vive sulla carrozzina dal '54, a causa della poliomelite. Da quando frequentava le scuole medie. «Conosco gente che a causa di questa patologia non esce più di casa» racconta, ma lei ci ha convissuto. Con il suo viso sorridente, sul quale non manca un'ombra di malinconia, racconta di una vita passata a non volersi nascondere e a riaffermare i propri diritti. «Certe commesse - dice - ad esempio. Non so se è una mia percezione, ma sembra ci trattino come deficienti». Oggi dopo anni di battaglie contro le barriere architettoniche si trova a non poter più fare la spesa nell'unico supermercato dove andava. «E' vero potrei farmi portare la spesa a casa - dice - ma andare al supermercato per me è anche un modo per incontrare la gente: un'occasione di socializzazione. E poi posso scegliere la merce. Aiuti dal Comune o dai gruppi di volontariato non ne ho ricevuti molti. Se devo ringraziare qualcuno sono i miei famigliari». (a.ball.)