Ma per il Crosione l'incontro si è fatto
Leggo con stupore e indignazione la lettera del 20 aprile pubblicata in questa pagina e firmata da quattro componenti del Consiglio di circoscrizione Pavia Nord Est, dedicata, ancora una volta, alle vicende di piazzale Crosione: la difficoltà a prendere atto della realtà e l'insopprimibile desiderio di mistificarla, cui siamo costretti ad assistere, a livello nazionale, in questo triste «dopo-elezioni», evidentemente caratterizza tutti i rappresentanti di Forza Italia; anche quelli che, amministratori di una piccola realtà di quartiere, dovrebbero a nostro parere far prevalere l'interesse dei cittadini sulle ideologie di partito.
Ma passiamo ai fatti. La lettera dei consiglieri afferma che, ad eccezione delle tre assemblee pubbliche proposte dalla ex maggioranza del quartiere, non è stata fatta alcuna proposta che «interpelli e spieghi ai cittadini di piazzale Crosione come verrà realizzata l'opera edilizia». Strana affermazione, dato che alcuni degli estensori della lettera hanno partecipato il 19 aprile (quindi il giorno precedente la pubblicazione della lettera) alla Commissione Circoscrizionale Territorio tenutasi presso la sede del Quartiere Nord Est, alla presenza dei consiglieri di circoscrizione, dei membri della commissione, dei cittadini e, per l'Amministrazione comunale, dell'assessore ai Servizi sociali Brendolise, dell'assessore ai Lavori pubblici Pezza, della dirigente dei Servizi sociali Galessi e della dirigente del Settore Patrimonio Ansoni.
L'affermazione è ancora più strana quando si consideri il modo in cui si è arrivati a convocare tale Commissione, modo che naturalmente i firmatari della lettera ben conoscevano: assumendo lo scorso 21 febbraio la carica di presidente di Circoscrizione a seguito della mozione di sfiducia nei confronti dell'allora presidente Marchesi, chi scrive ha immediatamente concentrato i propri sforzi nel tentativo di organizzare un incontro fra il Consiglio di Circoscrizione e l'Amministrazione comunale, spinto dalla certezza che proprio il Consiglio di Circoscrizione debba farsi carico di informare correttamente gli abitanti coinvolti dalle vicende del Crosione - sgombrando il campo dagli equivoci ideologici fin qui costruiti ad arte dalla ex maggioranza -, dando voce, al contempo, alle esigenze, alle richieste e, perché no?, alle stesse proteste degli stessi abitanti.
L'incontro doveva pertanto consentire ai consiglieri, e dunque ai cittadini che essi rappresentano, di conoscere lo stato del progetto e di essere aggiornati sulle iniziative del Settore dei Lavori pubblici e del Settore dei Servizi sociali nell'ambito della realizzazione del Contratto di Quartiere II di piazzale Crosione.
Rispondendo alle mie richieste, lo scorso 13 marzo, il dirigente del settore Lavori pubblici si rendeva disponibile a partecipare a questo incontro, fatto che immediatamente segnalavo alla riunione dei capigruppo tenutasi in quella data.
Durante la seduta del Consiglio di Circoscrizione del 27 marzo comunicavo ai consiglieri l'intenzione di organizzare l'incontro nell'ambito della Commissione Circoscrizionale Territorio, provvedendo immediatamente a invitare i membri del Comitato per il Crosione a iscriversi alla Commissione Circoscrizionale al fine di potervi partecipare in modo attivo.
Gli impegni della campagna elettorale ritardavano di qualche settimana la riunione della Commissione Territorio e fu pertanto solo il 4 aprile che, durante un nuovo incontro con i capigruppo, annunciavo per il 19 seguente la convocazione della Commissione.
Dunque, per ben tre volte i firmatari della lettera alla Provincia Pavese sono stati aggiornati sulla procedura avviata da chi scrive: ciononostante, solo due di loro si sono presentati alla riunione di cui continuano a lamentare l'assenza sulle colonne dei giornali.
Una nuova occasione mancata per trasferire il dibattito dalla sfera ideologica a quella concreta e operativa. Tanto da far passare in secondo piano anche l'esito - positivo - dei lavori della Commissione Territorio, di cui avrei avuto piacere di parlare invece di dover prendere carta e penna per rispondere all'ennesimo, e sterile, attacco politico.
Domenico Blaiottapresidente del Consiglio di Circoscrizione Pavia Nord Est
Provincia e Comuni:
ecco per chi voteremo
A poche settimane dalle elezioni politiche, siamo chiamati a votare per gli Enti locali. Nel clima di confusione e di incertezza generali, in cui la politica rischia di ripetersi nel solito teatrino già visto, cosa ci interessa affermare?
Il rinnovato sviluppo dell'Italia e delle nostre realtà locali, di cui si avvertono concreti segnali di possibile ripresa, non avverrà sottolineando quello che non va o quello che manca, perché su quello che non c'è non si può costruire.
Avverrà valorizzando e sostenendo gli esempi positivi e di costruzione, di cui sono ricche le aree del Paese.
Al nord come al sud, infatti:
- ci sono imprenditori che tengono duro in un momento di oggettiva difficoltà, imprenditori che hanno preso sul serio la sfida dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, imprenditori che stanno riconvertendo le proprie attività, non licenziando le persone, ma investendo su di esse, che sono il vero capitale dell'impresa;
- ci sono persone che continuano a mettersi insieme ad altri con intelligenza per rispondere ai bisogni che incontrano: dal pane quotidiano all'abitazione, dal lavoro all'aiuto allo studio, dall'istruzione alla formazione professionale, dall'accoglienza all'assistenza.
Questa ricchezza è frutto dell'educazione al senso ideale della vita, capace di generare una creatività ed una gratuità - talvolta anche nell'inconsapevolezza di chi opera - che diventa fattore di bene per tutti. Non dipende dalla politica, ma da movimenti di persone nella società: nasce dal basso, da una stima sincera per l'altro uomo, in qualunque condizione si trovi e lo rende libero e responsabile davanti alle circostanze della vita.
Compito della politica, anche a livello locale, è di valorizzare i soggetti sociali, a cominciare dalla famiglia, e i tentativi che nascono dal basso, creando assetti per cui chi ha ideali da trasmettere con l'educazione possa essere aiutato - anche economicamente - a farlo, chi mette in atto risposte ai bisogni delle persone sia sostenuto e chi preferisce assumersi il rischio dell'impresa sia premiato rispetto a chi cerca rendite e privilegi.
Si tratta di restituire ai cittadini la libertà di scelta, specie nei servizi alla persona, e di dirigere le risorse pubbliche alle realtà che meglio corrispondono alla domanda delle persone e delle famiglie.
Un governo locale che, invece, in nome dell'ideologia pretenda di definire cosa è l'uomo, di che cosa ha bisogno e di sostituire alla sua iniziativa quella di apparati burocratici inefficienti e costosi «dalla culla alla tomba», è un assetto di potere, nemico di una autentica democrazia.
Di questo statalismo di ritorno, purtroppo, ci sono molti segnali anche a livello locale in diversi campi: dalla cultura alle politiche sociali. Alle prossime elezioni amministrative, dunque, sosterremo quei candidati e quelle forze politiche che combattono ogni forma di politica prepotente sulla società e si riconoscono nella sussidiarietà orizzontale come possibilità di bene comune.
Compagnia delle operePavia
L'assessore Brendolise
pensi prima ai pavesi
L'intervento dell'assessore Brendolise, pur apprezzato nelle determinazioni finali, merita delle precisazioni di sostanza al pensiero sulla nostra fede cristiana e politica. Dall'alto del suo ruolo di responsabilità amministrativa della città di Pavia, il signor assessore non può manifestare o banalizzare il mio intervento confondendo la fede cristiana con il credo politico; mentre la prima ci accomuna, il secondo viene dettato da una diversa visione e soluzione dei bisogni della propria comunità rispetto a quelli del resto del mondo.
Non esistono due serie di bisogni, ma obbligi civili e sociali che impongono di risolvere le necessità dei nostri cittadini prima degli altri. Penso che questa sia etica amministrativa e non qualunquismo di facciata. Ecco perchè ribadisco che occorre intervenire per proteggere e aiutare le numerose famiglie pavesi che sono in difficoltà, che non hanno una casa o che non riescono ad arrivare alla fine del mese, ma che comunque pagano le tasse, per poi pensare agli altri. Proprio per questo l'assessore conferma che l'Amministrazione comunale destina ben il 23% del bilancio comunale per il sociale.
Giusto, ma questi sono i soldi dei contribuenti pavesi; ritengo doveroso che vengano spesi con precedenza per i pavesi e poi per tutti gli altri che ne hanno bisogno.
L'assessore riveste un ruolo pubblico, è stato votato dai pavesi e per loro deve operare; i pavesi devono essere tutelati dai loro amministratori. Penso che anche i suoi elettori, se pur di fede politica diversa dalla mia, la pensino in questo modo. Un amministratore che rispetti il suo elettorato deve usare tutte le risorse per i suoi elettori.
Per concludere sulla questione Snia, era doveroso per l'Amministrazione comunale vigilare e controllare gli arrivi di extracomunitari clandestini e non in regola, evitando l'accesso a chi non aveva titolo; invece si chiude un occhio, poi se ne chiudono due e... infine ci si accorge di una situazione ormai stabilizzata.
Stiamo aprendo le porte a tutti i non regolari che hanno individuato in Pavia la loro città satellite dove trovare un rifugio tacitamente autorizzato.
A questo punto vale la pena chiedere al signor assessore, anche, come avvengono i controlli delle residenze in piazzale Europa, dove anche li gli extracomunitari arrivano e con il tempo diventano residenti.
Sono molti i residenti della zona ex Snia a lamentarsi e ad aver paura perché in quelle zone potrebbe anche nascere il piccolo Bronx pavese. E se non sono le autorità a difendere Pavia e i pavesi, chi allora deve intervenire?
Massimo Valdatisegretario Udc, Pavia
Servizi sociali, si sta o no
usando la legge 328?
Legge 328/2000. Questa legge quadro serve per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Si tratta di una legge che segna il passaggio da un sistema di interventi riparativi ad un sistema di protezione sociale attiva che privilegi le persone, e non le categorie, e che offra delle prestazioni flessibili e personalizzate.
Questa legge affida alle Regioni e soprattutto ai Comuni il compito di creare un sistema integrato di interventi e servizi sociali. I Comuni sono infatti il vero motore operativo della macchina sociale.
Loro è il compito di formulare i piani di zona, strumenti locali che favoriscono il riordino, il potenziamento, la messa in rete di interventi e di servizi, in modo da programmarli e realizzarli a sistema.
Per garantire la realizzazione degli interventi e dei servizi sociali in forma unitaria ed integra, la legge prevede il metodo della programmazione delle azioni e delle risorse, della operatività per progetti, della verifica sistematica dei risultati, in termini di qualità e di efficacia delle prestazioni, del monitoraggio di ogni singolo individuo della comunità sia giovane che anziano.
In conclusione, si sta usando questa legge per riformare l'assistenza sociale tradizionale?
Ivan Giliberticoordinatore Udeur del Basso Pavese