«Se ci attaccano colpiamo Israele»
ROMA.L'Iran si prepara ad un sempre più probabile attacco americano contro i suoi siti nucleari e intanto minaccia Tel Aviv: «Il primo obiettivo da colpire nel caso di un attacco contro il nostro territorio sarà Israele», ha detto ieri un generale dell'esercito iraniano, Mohammad Ibrahim Dehghani, in segno di profonda sintonia tra le posizioni del presidente Mahmud Ahmadinejad e quelle delle alte sfere delle forze armate iraniane.
La minaccia contro Israele è stata subito commentata a Washington dal Dipartimento di Stato, per il quale tali minacce non sono affatto nuove: «E' un altro esempio di dichiarazione minacciosamente odiosa che viene da quel regime», ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Sean MCormack, chiarendo comunque che «per il momento nessun opzione militare americana in Iran è in agenda».
La dura posizione della Repubblica islamica contro Israele coincide inoltre con la riunione a Parigi dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza a cui è stata presente anche la Germania per decidere il da farsi con l'Iran. Un paese ritenuto dal direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) «inadempiente» per non aver congelato il suo programma dell'arrichimento dell'uranio entro la fine di aprile come aveva stabilito l'Onu. In più, l'Iran ha fatto sapere ieri di essere riuscito ad arricchire uranio al 4,8 per cento, un livello ancora superiore alla soglia del 3,6 per cento precedentemente annunciato da Ahmedinejad.
Nell'agenda dei cinque grandi a Parigi ci sono alcuni temi che riguardano le sanzioni economiche contro l'Iran, ma anche qualcosa di più drastico, come vorrebbero gli americani: l'attacco militare, appunto. A proposito delle sanzioni economiche, il ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki ha detto che sia la Russia che la Cina hanno ufficialmente assicurato all'Iran di non appoggiare tali sanzioni, ma l'affermazione è stata smentita di nuovo da Washington.
C'è stata infatti l'altro giorno una telefonata tra George W. Bush e Vladimir Putin sul nucleare iraniano, mentre ieri il presidente della commissione politica estera della Duma, Konstantin Kossaciov, ha precisato che «in certe condizioni» la Russia potrebbe appoggiare sanzioni contro Teheran e ha aggiunto che le sanzioni divengono obbligatorie nel caso che lo ritenga opportuno l'Aiea qualora l'Iran rinunci a collaborare con l'Agenzia per l'energia atomica e violi gli impegni assunti per la non proliferazione nucleare. (a.g.)