L'avarizia spiegata in ventidue tele

LODI.Le opere di Gabriele Albanesi saranno raccolte in una mostra a Lodi nell'ambito della quarta edizione della manifestazione «I sette peccati capitali», quest'anno dedicata all'Avarizia. La mostra è aperta alla chiesa dell'Angelo a Lodi (via Fanfulla) fino al 14 maggio (orario 10-12 e 16-19, lunedi chiuso). Le opere si presentano come una garbata riflessione sui labili confini di un peccato, come l'avarizia, che sembra perdere incisività, confuso e come diluito dalle turbolenze della contemporaneità. Albanesi ne analizza due tipologie specifiche: l'avarizia del collezionista, nelle sue forme più disperate, dall'album di figurine alla più adulta raccolta d'arte; forme di passione, mania o «malattia» trasversale alle età e alle culture, a partire dalle Wunderkammern barocche; e poi l'avarizia dell'archeologo, innamorato degli stessi reperti gelosamente scoperti, trattenuti, studiati e goduti prima di essere restituiti alla collettività. «In ventidue tele - si legge nel catalogo - Albanesi intende restituire all'avarizia la dimensione del gioco, attraverso citazioni, rimandi, metafore. Un gioco di figure retoriche, dove l'Avaro di Molière veste i panni della mantide religiosa».