Gesù «entra per rimanere»
Ci stiamo allontanando cronologicamente dal giorno di Pasqua, ma non dalla Pasqua. La Parola di Dio ce lo ricorda inserendoci pienamente nel Mistero Pasquale e chiamandoci a celebrarlo in questo giorno, «il primo della settimana»! Celebriamo dunque la morte e risurrezione di Cristo per morire e risorgere con Lui ancora una volta. Cerchiamo di vivere quanto l'Apostolo Paolo ci ricorda: con Cristo «siete stati sepolti insieme nel battesimo, in Lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti». Oggi Cristo Gesù, il Vivente, si fa nostro prossimo, ci avvicina, dialoga con noi... Forse è tanto tempo che non ascoltiamo più la Parola di Dio o essa non ci dice più nulla... Cristo risorto oggi viene in cerca di quanti sono stanchi, sfiduciati, tristi e senza speranza. Chi sono quei due discepoli che, «col volto triste», si allontanano da Gerusalemme? Chi altri se non quei cristiani che sono rimasti delusi perché Dio non aveva agito come loro si aspettavano? Le cose avrebbero dovuto andare come avevano pensato loro! Invece «sono passati tre giorni da quando queste cose» sono andate in modo totalmente diverso! «Noi speravamo...» ma siamo rimasti delusi! Anche la Scrittura mente quando dice: «Chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?». Noi! Noi siamo stati delusi! «Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti». Come avete fatto a lasciarvi ingannare cosi? Come avete potuto pensare che le cose dovevano andare come pensavate voi? Forse che voi siete Dio? L'orgoglio e la superbia hanno accecato i vostri occhi e cosi la notte è entrata nel vostro cuore. I vostri orecchi non hanno più ascoltato la Parola di Dio perché erano intenti ad ascoltare le parole del nemico, del demonio che vi reinterpretava i fatti e gli avvenimenti della vita dimostrandovi che Dio vi aveva ingannato, che Dio non poteva amarvi perché non esisteva! È cosi che avete rifiutato Dio, vi siete allontanati dalla città santa, la nuova Gerusalemme, la Chiesa vostra madre che nel battesimo vi ha rigenerati a vita nuova! Stoltamente vi siete lasciati ingannare e vi siete trovati nelle tenebre mentre avevate con voi le Scritture che sono «come lampada che brilla in un luogo oscuro». «Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». Era necessario che si sottomettesse in tutto al Padre, fino al suo completo annientamento, perché voi imparaste che la vita non viene dall'orgoglio e dalla superbia (figli del demonio), ma dall'obbedienza a Dio e dall'umiltà e cosi voi «foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri».
È a causa della vostra pretesa di sapere come devono andare le cose che voi «avete rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino», cioè quella parte di voi che pretende una giustizia vendicativa! Avete rifiutato il Cristo ogni volta che avete voluto agire secondo la vostra volontà e non quella di Dio e cosi voi, ancora una volta, «l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte». Come ci fanno bene queste parole! Anche perché la nostra situazione è molto simile a quella di quei due discepoli. Allora, se le parole del Signore cominciano a sovrastare quelle del nemico, se il nostro cuore riprende ad ardere d'amore per Cristo, rivolgiamoci anche noi a Lui e con insistenza preghiamolo: Resta con noi perché non solo è buio nel nostro cuore ma abbiamo paura del futuro, di ciò che ci attende «perché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni». L'incontro vero, l'aprirsi degli occhi dei discepoli, il capire, è riservato a un altro momento più intimo: quello della comunione, in cui ci si siede a tavola con Gesù e lui non dà più solo la sua parola, ma tutto se stesso nascosto in un pezzo di pane. Gesù si riconosce «allo spezzare del pane».
Finiamo con Agostino alla fine della settimana agostiniana: «Accogli l'ospite, se vuoi conoscere il Salvatore. Ciò che aveva portato via l'infedeltà, lo restitui l'ospitalità. Il Signore, dunque, si fece conoscere nella frazione del pane».