Senato, sfida all'ultimo voto
ROMA. «Sono stati due Franceschi tiratori», sibila Giulio Andreotti. Sono le 19,45 quando Franco Marini perde per un voto la presidenza del Senato. Seconda votazione annullata, tutto da rifare fino a notte fonda. «Era un messaggio, ammetterli sarebbe stato un falso», dice Butti.
Classe 1964, lombardo, di An, Butti è uno dei sei senatori più giovani chiamati, come da regolamento, a far parte dell'Ufficio elettorale provvisorio. Discutono animatamente per quasi un'ora, ma è subito chiaro che non saranno mai d'accordo e, dato che per regolamento l'Ufficio provvisorio deve decidere all'unanimità, si va a un nulla di fatto. E il centrosinistra ha di nuovo paura del tracollo.
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