La Regione: Patto per la sicurezza per prevenire i rischi in provincia
PAVIA. Un Patto per la sicurezza, per prevenire i cinque rischi maggiori che incombono sulle popolazioni (idrogeologico, sismico, da incendi boschivi, meteorologico e industriale), le due tipologie di incidenti ad alta rilevanza sociale (stradali e sul lavoro) e il rischio rappresentato dal disagio sociale nell'ambito della sicurezza urbana. Un Patto con gli enti locali.
Da sottoscrivere nell'ambito del Sistema integrato di sicurezza per la Lombardia. E' l'obiettivo che la Regione Lombardia si propone lanciando il nuovo Programma regionale integrato di mitigazione dei rischi (Prim) 2007-2010, che è presentato ieri dalla Sede territoriale di viale Battisti e dalla Direzione generale polizia locale, prevenzione e protezione civile. Sono intervenuti Antonella Manno, della Direzione, l'architetto Raffaele Raja e Diego Vaccari di Lombardia Informatica.
Come stanno la provincia di Pavia e più in generale la Lombardia quanto a sicurezza? Lo delinea lo studio dell'Irer (Istituto regionale di ricerca) finalizzato a costruire le basi conoscitive per la redazione del Prim. Si tratta di fare il punto sullo stato della sicurezza e dei rischi nei vari settori e di trarre le conseguenze, adottando le azioni opportune. Il rischio idrogeologico nella regione riguarda 3.000 chilometri quadrati di territorio con pendenze superiori a 30 gradi, 30 mila chilometri di corsi d'acqua che corrispondono a 60 mila chilometri di sponde, 118 mila fenomeni franisi censiti che interessano oltre 2.300 chilometri quadrati di territorio, 1.200 di aree alluvionali e 1.100 di zone potenzialmente franose. La provincia di Pavia ha 5.060 punti franosi, interessati da 4.700 frane per un'area interessata totale di oltre 207 chilometri quadrati.
Il rischio industriale in Lombardia è stato individuato in 583 attività a rischio di incidente rilevante delle quali 346 attive: depositi di idrocarburi e gpl, imprese chimiche, galvaniche e farmaceutiche, attività di trasporto di sostanze pericolose. Per quanto riguarda il rischio sismico, la provincia di Pavia è situata in una zona di relativamente bassa esposizione. Nessun comune lombardo è classificato in zona 1, ad alta sismicità e solo 41 collocati in zona 2 (c'è Varzi).
Il rischio meteorologico riguarda piani di intervento da predisporre in occasione di calamità (ad esempio, per Pavia, il rischio di alluvioni). Gli incendi boschivi interessano le zone dell'Alto Oltrepo. La provicia è poi in testa alle classifica per quanto riguarda gli incidenti stradali, che provocano ogni anno in tutta la Regione 70 mila feriti e mille morti. Gli incidenti sul lavoro nella regione sono oltre 165 mila all'anno con il coinvolgimento di oltre quattro milioni di addetti.
«Il Programma integrato di mitigazione dei rischi maggiori - spiega l'assessore regionale al territorio Giancarlo Abelli - sarà articolato con capitoli per ciascuna area. Il Patto per la sicurezza dovrà identificare gli interventi, le opere e le iniziative che già oggi costituiscono il 'sistema sicurezza" in Lombardia ma che spesso no sono percepiti sotto questo aspetto. I soggetti firmatari del Patto per la sicurezza, pubblici e privati, dovranno concordare su un insieme di indicatori e parametri, che pernetterà nel tempo di valutare la reale efficacia delle opere».
I fattori-chiave della sicurezza sono, secondo il Prim, sicurezza partecipazione e condivisione.
«Un 'Portale della prevenzione" in rete - continua Abelli - sarà il punto di accesso, raccordo e visibilità per tutti gli enti coinvolti nel Patto stesso, ma anche per i cittadini: ci saranno connessioni con tutte le banche dati sui rischi e sarà possibile conoscere lo stato di avanzamento degli interventi. Inoltre, un marchio ad hoc 'Prevenzione Lombardia" contraddistinguerà tutte le opere e le iniziative incluse nel Prim, con la funzione di promuovere la cultura della prevenzione e la consapevolezza dell'esistenza di un 'sistema della sicurezza"». (s. c.)