Fischi che offendono
ROMA.Savino Pezzotta, da oggi ex segretario generale della Cisl dopo sei anni alla guida della Confederazione ci ha tenuto che la sua ultima partecipazione «da sindacalista» a una manifestazione popolare fosse a Milano per il 25 aprile. Una manifestazione per la Liberazione, per quei partigiani che entrarono nelle città dietro ad una bandiera tricolore. Ancora gli scottano i fischi che tre anni fa ha dovuto subire. Non per i fischi, ma per la sua storia di famiglia, perchè «suo padre era morto a 29 anni e apparteneva a quei 600mila che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo». Ieri ha fatto una telefonata a Letizia Moratti.
Perché?
«Perché ci sono fischi che offendono, che ledono la tua dignità. Tutti sanno come la penso e quindi non ho paura di essere frainteso. Ma un conto è essere avversari politici, un'altra cosa è una manifestazione per la libertà».
I contestatori hanno pensato che la Moratti non avesse diritto a partecipare...
«Invece l'aveva, eccome. Quando sono stato fischiato tre anni fa, mi sono sentito offeso. Offeso per la storia della mia famiglia. Il padre della Moratti aveva partecipato a quella giornata di Liberazione, durante la quale le truppe sono entrate dietro alla bandiera tricolore. La bandiera tricolore, cioè l'Italia, non lo dimentichiamo».
Anche nella Resistenza c'erano divisioni...
«E chi lo dimentica? C'era persino tensione. Ci sono partiti e opinioni diverse sempre, in tutti i movimenti. Ma il 25 aprile si marciò uniti e noi abbiamo celebrato e ricordato quel giorno e quei valori».
Quindi fischiare è sbagliato. E cosa dire della bandiera israeliana bruciata?
«Dico che è persino peggio. Io sono in dissenso su alcune politiche di Israele, ma quella bandiera stava li a ricordare un'altra cosa. La bandiera veniva portata in nome di una formazione di combattenti ebraici che ha partecipato alla resistenza».
Forse non era chiaro, almeno per i ragazzi che hanno bruciato la bandiera
«Io sono indignato. Perché i giovani sono cosi ignoranti? Che storia imparano a scuola?».
I sindacati hanno sempre organizzato manifestazioni. C'è un'accortezza per evitare che episodi del genere accadano?
«No. Non succedevano quando c'era il vecchio Pci che militarizzava le manifestazioni e c'erano i vecchi servizi d'ordine duri che non facevano passare contestatori. Ma sono passati venti anni da allora».
Adesso i servizi d'ordine sono più morbidi?
«Adesso c'è più libertà, solo che ognuno deve dimostrare di saperla usare, avere responsabilità ed autocontrollo».