«Festa che deve unire il Paese»

VIGEVANO. Nonostante il tempo incerto, molti vigevanesi hanno partecipato ieri mattina, in piazza Ducale, alla festa del 25 aprile. Tutte le delegazioni si sono trovate sul sagrato del Duomo alle 10.30, per la partecipazione alla messa. Quindi, verso le 11.30, il corteo guidato dal sindaco Ambrogio Cotta Ramusino e da Francesco Soliano, presidente dell'Anpi (Associazione partigiani) di Vigevano è partito dal Duomo, ha percorso la piazza Ducale e via del Popolo ed è entrato nel cortile del Castello (da corso della Repubblica) per la posa delle corone. Il corteo è poi tornato in piazza per gli interventi.
Presenti i rappresentanti del centrosinistra, ma anche molti del centrodestra tra cui, oltre al sindaco, anche il vicesindaco Ferdinando Merlo (Fozra Italia), l'assessore Giuseppe Giargiana (Fi) e l'assessore Luigi Sampietro (Lega Nord). Il sindaco ha sottolineato che con la giornata di ieri si ricordavano sessantun anni di pace per l'Italia, ha evidenziato Cotta. Il sindaco ha sostenuto il dovere di ricordare la generazione che con la Seconda guerra mondiale «pagò un prezzo altissimo. A quelle vite umane e a quelle famiglie stroncate dalle feroci rappresaglie contro la popolazione civile, dalle deportazioni nei campi di concentramento, dai massacri, non possiamo che rivolgere un pensiero di profonda commozione, di ringraziamento e di grande riconoscenza; ma dobbiamo loro l'impegno a trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni, con obiettività e con rigore documentale, le testimonianze di chi ha vissuto quel tragico momento storico». Cotta ha citato il presidente Ciampi che «ci ha più volte ricordato che la memoria incancellabile del sacrificio di tanti uomini e di tante donne deve essere, non solo nella ricorrenza del 25 aprile ma in ogni giorno, la fonte, la sorgente del nostro impegno per la costruzione di un paese concorde, di un'Europa unita e solidale, di un mondo pacificato». Il dato inconfutabile relativo all'alta partecipazione democratica degli italiani nella recente consultazione politica, ha aggiunto il sindaco «rappresenta un valore che discende proprio dal 25 aprile». La ricostruzione fu «un periodo di unione e non di divisione del popolo italiano». «Sono fermamente convinto - ha affermato Cotta - che l'attualità del 25 aprile sia proprio questa: l'affermazione di un'unità di intenti e di un comune sentire, al di là delle ideologie e delle diverse opinioni politiche. Il nostro Paese ha sempre saputo reagire nei momenti più delicati della sua storia. Anche oggi nell'attuale situazione di difficoltà economica, di necessità di ripresa di un ruolo forte dell'Europa, di affermazione delle ragioni della democrazia e della pace a livello internazionale, l'Italia deve dimostrare quella stessa compattezza e determinazione di chi seppe ricostruire e assicurare libertà e benessere».
«Oggi il pensiero nostro - ha detto il senatore Soliano - si rivolge alle conquiste di allora, al loro significato, a quanto siano ancora attuali tali conquiste, a quanto deve ancora essere vigile la nostra presenza e attenzione». C'è la necessità, ha detto Soliano, «di una memoria comune e condivisa, che contro ogni revisionismo privo di dignità storica, confermi gli ideali perenni e intramontabili dell'antifascismo e della Resistenza come elementi fondanti della Repubblica italiana e dell'Unione europea; questi ideali si saldano alla stessa lotta per la pace e la libertà costituiscono elemento primario di ogni moderna concezione democratica e legittimazione delle Istituzioni. La democrazia è forte dove il parlamento è forte. E' con sdegno e preoccupazione che avvertiamo tentativi di processi di involuzione democratica. Ciò non è ammissibile, non è ammissibile ridurre ai margini la libertà, la solidarietà e la convivenza civile affermata dalla resistenza e garantiti dalla Costituzione». (d.a.)