Istat: l'Italia sta invecchiando anche se si fanno più figli

ROMA.Facciamo più bambini, ma l'Italia rimane «uno dei paesi a più elevato invecchiamento al mondo». Anche se lo scorso anno abbiamo registrato il livello più alto di figli per donna degli ultimi 15 anni, resta il fatto che un italiano su 5 che ha più di 65 anni e la percentuale di minorenni è in calo. A lanciare l'allarme è l'Istat che ha anticipato i principali indicatori demografici del 2005. A gennaio 2005 la percentuale di over-65 ha raggiunto il 19,5%, (16,5% nel 1995), mentre quella di under-18 è scesa al 17,1% (18,4% nel 1995). Se continua cosi entro il 2050 i primi potrebbe raggiungere il 34% e i minori ridursi al 15,4%. La prospettiva è di ritrovarsi presto con un anziano ogni tre persone e un ragazzo ogni sette. E dal presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria Roberto Bernabei l'invito al futuro governo ad «occuparsi a 360 gradi della popolazione anziana, altrimenti la società andrà al collasso». Di contro, secondo i dati Istat, l'andamento della fecondità nell'ultimo decennio ha finalmente invertito la tendenza che dalla metà degli anni '90 lo vedeva contrarsi anno dopo anno, ma resta tra i più bassi. Nel 2005 la stima del numero medio di figli per donna ha toccato il record degli ultimi 15 anni di 1,34 (1,33 nel 2004). Il recupero va attribuito alle regioni del Nord e del Centro dove nel 1995-2005 il numero medio di figli per donna è passato da 1,05 a 1,34 e da 1,07 a 1,29. In calo, invece, le regioni del meridione: da 1,41 a 1,35. La regione più prolifica è il Trentino-Alto Adige (1,54 figli), quella con meno bimbi per donna è la Sardegna (1,07). Una variabile legata alla fecondità resta la nuzialità in quanto solo il 15% delle nascite si realizza fuori matrimonio.