De Rodolfi, deciderà l'Isee

VIGEVANO.La giunta applicherà l'aumento che voleva, anche se in due anni, ma i sindacati ottengono il rispetto di un principio: chi è più ricco pagherà di più. Si è concluso cosi il braccio di ferro tra l'amministrazione e i rappresentanti degli ospiti del De Rodolfi, un confronto cominciato dopo che la giunta aveva deciso di aumentare le rette fino al 22% in un anno. L'accordo prevede l'esborso del 58% dell'accordo nel 2006 e il 42% nel 2007 ed è stato approvato dagli elettori del comitato genitori con un referendum che ha visto 48 voti a favore e 12 contrari. Gli aumenti non sono trascurabili: 1,60 euro in più al giorno per un posto di sollievo (cioè 38 euro invece di 36,40), 3,96 euro per i non autosufficienti totali (cioè 36 euro) e 2,30 euro per i non autosufficienti parziali (28 euro). Nel 2007 gli aumenti si completeranno con altri 2 euro al giorno per i posti di sollievo, 3 euro per i non autosufficienti totali e 2 euro per i non autosufficienti parziali. «La prima delibera era stata assunta in violazione dell'accordo che prevedeva che aumenti superiori all'inflazione andavano discussi prima di essere varati - spiega Giovanni Torlaschi, segretario provinciale dello Spi-Cgil - . Noi ora chiediamo almeno che ciascuno paghi secondo le proprie possibilità. Per riuscirci serve un regolamento basato sull'Isee (Indicatore situazione economica equivalente, ndr) che stabilisca chi può pagare di più».
«Già ora il Comune integra la retta per chi non può pagare - spiega il vicesindaco Ferdinando Merlo - . La copertura dei familiari arriva all'82%, il resto lo paga l'amministrazione. Nel 2005 abbiamo speso 50mila euro circa per gli ospiti del De Redolfi, ma interveniamo con 138mila euro anche per i vigevanesi in altre case di riposo. Né in provincia di Pavia né in Regione esiste un regolamento Isee per le case di riposo, dovremo ragionarci - continua Merlo - . Il nostro impegno ora è di verificare se e come si possono codificare queste situazioni di disagio. E comunque il De Rodolfi è una delle case di riposo più economiche della provincia pur avendo servizi considerati ottimi dai parenti degli ospiti».