Il Pavia è una macchina da gol


PAVIA. Prepotente e tonico, lanciatissimo verso i play off. Il Pavia dopo il colpaccio di Padova travolge il San Marino e si arrampica al quarto posto, effetto del saldo negativo negli scontri diretti con il Teramo. Quello dei doppi confronti con le squadre di vertice è il solo piccolo neo di un momento assai felice. Il Pavia da domenica è anche il miglior attacco del girone A con 41 gol, secondo solo al Napoli nell'intera C1 e con la coppia d'attacco Veronese-Chianese salita a 24 centri complessivi.
Un grande Pavia quello ammirato al Fortunati. Mentalmente preparato, proprio come preteso per una settimana intera da Marco Torresani. E a due giornate dalla fine prima degli spareggi promozione nessun traguardo è precluso. Certo bisogna andare a fare risultato a Pizzighettone, una trasferta difficile, almeno quanto quella di Padova prima di Pasqua. Allora erano il blasone e le aspirazioni play off dei veneti a pesare sulla bilancia, stavolta ci sarà la volontà del «Pice» di evitare il trabocchetto dei play out. Però questo Pavia, per mesi discontinuo e mai pienamente convinto e convincente, nelle ultime due uscite sembra aver cancellato dal repertorio reverenze e timori. Dopo la gaffe con il Giulianova non era facile uscire dall'ennesimo tunnel stagionale. Invece la risposta è stata ficcante e precisa: il Pavia in questo campionato equilibrato non si sente inferiore a nessuno. Anche perché, a parte la coppia ligure e non sempre per motivi squisitamente tecnici, gli azzurri davvero non valgono meno di Teramo e Monza che in questo momento gli stanno contendendo le migliori posizioni play off. Contro il San Marino è stata ottima la prestazione di Paolo Sciaccaluga, maniche rimboccatissime, a produrre quantità come lo scorso anno gli riusciva più spesso nel girone di andata. Il capitano, senza Calzi al fianco, non ha voluto aspettare che fosse Lunardini a supplire: interdizione e palloni recuperati il fatturato del genovese, colui che secondo Paolino Poggi sarebbe stato da serie A con un pizzico di dinamicità in più. Per la C1 però «Sciacca» va benissimo. Eccezionale che con un anno in più stia offrendo un rendimento anche superiore rispetto a quello garantito la stagione scorsa di questi tempi. Già, perché se il Pavia 2005 si era comportato come il ciclista all'attacco per l'intera corsa e poi in debito di ossigeno sul rettilineo finale, la versione 2006 pare l'opposto. Ceccarelli fisicamente fresco come una rosa può diventare devastante nei secondi tempi delle prossime partite, che ci auguriamo possano essere sei. Torresani è stato bravo a ridisegnare la squadra seguendo si le indicazioni del mercato, ma pure azzeccando i tempi degli inserimenti. Rossi a sinistra con la cresciuta spinta di Fasano e gli spazi aperti da Chianese sono un'altra freccia all'arco delle aspirazioni; La Cagnina che accetta il sacrificio sulla linea difensiva la piena realizzazione del gruppo di 15 titolari che può fare la differenza nella corsa alla serie B. No, non ci siamo dimenticati di aver scritto che il Pavia - era il 5 marzo, dopo il pari di S. Benedetto - con quel passo e quella brutta cera non sarebbe mai andato ai play off. Prima di fare ammenda ci servono altri 4 punti nelle ultime due giornate.

Stefano Pallaroni