Le Stelle della Scala brillano al Fraschini
PAVIA. Fa sempre piacere assistere ad un campionario scintillante di bravure, ma è fatale che una certa uniformità si distenda su tutta la serata, specie quando si tratta di un 'gala". Che è stato vivacizzato al massimo dagli 'exploits" delle 'Stelle della Scala", senza però permettere loro di impostare dei personaggi, di accompagnare l'esibizione tecnica con l'espressione drammatica come avviene in un balletto intero. Del resto, era già preannunciato dallo stesso titolo che 'Schegge di repertorio" radunasse tanti pezzi staccati.
Tante tessere di un mosaico dai più variegati colori, facendo leva soprattutto sul virtuosismo. Se i giovani Serena Sarnataro e Fabio Saglibene mostrano uno stile pulito, quantunque un po' calligrafico, e un'esecuzione senza brio ne 'La bella addormentata nel bosco" ed in 'Paquita" - lei prima leggerissima Fiorina svolazzante attorno all'Uccellino azzurro, di cui lui dipana con scioltezza, ma con qualche imprecisione, le tremende sequenze; poi morbida, romantica, leggera al fianco di un partner che si riscatta con slancio e pulizia - una delle altre coppie protagoniste, quella formata da Paola Vismara e Antonino Sutera, brilla per la capacità di superare con 'nonchalance" passi e difficoltà. In 'Excelsior", lei è una Civiltà di netto spicco, che sa imporsi nei vertiginosi fouetté richiesti dal ruolo, ripetendosi con classe e tecnica di tutto rispetto nel"pas de deux" del 'Corsaro", mentre il suo compagno balla con estro la parte dello schiavo, infiorato dalle sue specialità acrobatiche, e quindi da intrepido saltatore, agguerrito, dotato di selvaggia gagliardia rende indomito e fascinoso il piccolo pirata.
Nell'elegiaca 'scena del balcone" del 'Romeo e Giulietta" di Kenneth Mac Millan, il coreografo che ha tolto agli amanti veronesi l'aureola di simboliche vittime per restituire loro una più vera e toccante umanità, Gilda Gelati offre di Giulietta la più lirica delle immagini con volteggi d'assoluta levità, pose allungate e sospese nei lifts, notevole estensione, attenzione alle finezze, mentre Alessandro Grillo è un Romeo di discreto piglio interpretativo. Lo stesso danzatore, denotando sobrietà di portamento, nell'"Europa riconosciuta" affianca manieristicamente Marta Romagna, che attraversa con algida perfezione gli impervi esercizi studiati da Heinz Spoerli sfoggiando una 'souplesse" sorprendente. La prima ballerina scaligera ha ben figurato anche 'In the Middle, Somewhat Elevated", applicando con naturalezza ed efficacia le sue linee eleganti unitamente a Francesco Ventriglia, pronto a snocciolare con ottima elevazione, estensione, potenza il vocabolario coreografico di Forsythe. Lui poi, si è calato nel ruolo di Oberon per ricamare con Gilda Gelati, una Titania puntuale, luminosa, punte d'acciaio, braccia perfette, le preziose concatenazioni della danza-danza balanchiniana del 'Sogno d'una notte di mezza estate". Infine, tutti hanno affrontato 'Play Bach" di Francesco Ventriglia, un balletto concertante ben articolato negli sviluppi con sequenze dinamicamente corrispondenti alle screziature delle partiture intrecciate di Bach e Loussier. L'effetto d'insieme è garbato, la danza assume le coloriture delle diverse atmosfere musicali e le 'stelle" diventano strumenti vibranti, precisi nel severo controllo richiesto dal fraseggio coreografico, congedandosi dal pubblico tra travolgenti applausi. (f. cor.)