Una donna sul Colle? Spunta la Finocchiaro


ROMA.«Un presidente della Repubblica che venga dalla storia del gruppo dirigente del Pci». Lo dice Fausto Berinotti, ma non è, spiega, un'indicazione sui nomi, piuttosto un problema di «culture politiche». La partita del Quirinale si gioca anche cosi, come sulle velate minacce di Berlusconi. «Con D'Alema presidente gli italiani scenderebbero in piazza». E lui, il presidente dei Ds, ingoiando il rospo della presidenza della Camera, dice: «Adesso basta con questo giochino. Fatemi il favore, non associate più il mio nome a nessuna carica, non vorrei essere costretto a un altro diniego preventivo».
La partita del Quirinale, già. Nonostante dinieghi ufficiosi e manovre, il candidato naturale alla successione di Carlo Azeglio Ciampi è Ciampi medesimo. Potrebbe essere eletto al primo scrutinio come è successo sette anni fa, e anche lo stesso giorno, il 13 maggio. Questo perché anche il centrodestra sarebbe pronto a votarlo.
L'accelerazione della formazione del governo che ne potrebbe conseguire sarebbe vista positivamente dal centrosinistra che potrebbe presentarsi davanti alle camere in tempo per andare nel pieno delle proprie funzioni al vertice europeo del 15 giugno. Ma l'accelerazione, paradossalmente, è ben vista anche dal centrodestra che si sta sempre più convincendo che quello di Prodi è un governo destinato a non durare e che potrebbe trovare difficoltà fin da subito.
L'Udeur ha già fatto sapere che davanti a una candidatura Ciampi è pronta ad appoggiarla e proprio sull'Udeur si posano le attenzioni di Berlusconi, convinto che da Mastella potrebbe venire il primo schiaffo a Prodi. Non a caso la Cdl pensa di proporre il leader del Campanile come presidente del Senato.
In alternativa a Ciampi Romano Prodi potrebbe giocare la carta di una donna. Mai in gioco le pasionarie dell'area cattolica, Rosa Russo Iervolino e Rosy Bindi, l'attenzione potrebbe cadere su Anna Finocchiaro, Ds, primo ministro delle Pari opportunità (governo Prodi). La neosenatrice vanta nel suo curriculum anche un altro elemento che potrebbe pesare. Il nuovo presidente della Repubblica, si dice, avrà fra gli altri il compito di ricucire i rapporti fra il potere politico e quello giudiziario, rapporto logorato dagli attacchi che per tutta la legislatura i magistrati hanno subito.
Anna Finocchiaro è stata pretore e pubblico ministero, presidente della Commissione giustizia alla Camera, membro di Magistratura democratica, rappresenterebbe una garanzia. In più sarebbe una donna, ovvero una scelta di rottura, di novità forte che potrebbe caratterizzare tutta la legislatura. Dalemiana di stretta osservanza, Finocchiaro potrebbe anche sanare la ferita che la vicenda della Camera ha prodotto nei Ds.
Ds è anche Giuliano Amato, ma di area riformista. E' candidatura che certo piacerebbe al centrodestra, non al centrosinistra. Soprattutto alla Quercia che gli rinfaccia certi atteggiamenti avuti al momento della formazione delle liste elettorali, con Amato che ha rifiutato, ponendo problemi a Fassino, ad essere capolista nel Veneto per il Senato ottenendo, dopo un braccio di ferro, il secondo posto alla Camera in Toscana.
Sembrerebbe rispondere all'identikit di Fausto Bertinotti Giorgio Napolitano, senatore a vita, Ds, dirigente storico del Partito comunista italiano a cui aderi appena ventenne. Napolitano è figura eminente della storia della Repubblica, è stato ministro con Prodi, europarlamentare, deputato per decenni, presidente della Camera. Forse potrebbe raccogliere voti anche nel centrodestra, certo passerebbe alla quarta votazione quando basta la maggioranza assoluta, maggioranza che il centrosinistra possiede.
Anche la candidatura di Massimo D'Alema in linea teorica è ancora possibile. Il primo a farla, indirettamente, è stato proprio Silvio Berlusconi che ora vagheggia «cittadini in piazza» in caso di elezione al Quirinale per il presidente della Quercia. Ma l'andamento della partita Camera di questi giorni ha messo D'Alema in una posizione molto difficile. «D'Alema è certamente uomo delle istituzioni ed è in grado di occupare qualsiasi incarico. Avrebbe credibilità anche come presidente della Repubblica», dice Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. «La sua storia è assolutamente compatibile con il Quirinale. Non ho pregiudiziali o obiezioni. Il presidente dei Ds avrebbe titolo», conferma Franco Monaco, Margherita.

Alessandro Cecioni