Betto, grande sindaco
Dieci anni fa, il 22 aprile 1996, moriva Italo Betto, per due volte sindaco di Voghera. Oggi la famiglia lo ricorda con una messa che sarà celebrata alle 17.30 a Pavia nella basilica di San Michele. Dalla sua Voghera arriva la lettera di un gruppo di amici che hanno condiviso con Italo Betto un lungo percorso politico al servizio della città.
Caro Italo, è il 22 aprile 2006, sono 10 anni che ci manchi e che veniamo a trovarti con un fiore. Si, è trascorso molto tempo, ma per noi sei ancora qui e ti siamo il più possibile vicini. Vicini per ricordarti come uomo, amico e politico di razza (di quelli tosti), tanto da poter aspirare a ben più elevati scranni, lasciando sempre un segno, di quelli che non si scordano.
Sei comunque stato un indimenticabile sindaco, allora (nel 1956...) forse il più giovane d'Italia, e ancora nel quinquennio 1978/1983, con lo slogan «Voghera verde e pulita», a segnare un altro cambiamento: quello ambientale e culturale, insieme all'assoluta correttezza nella gestione della cosa pubblica. Quegli anni videro una città felice anche culturalmente. Una città gioiosa.
Era proprio un modo tuo di vivere un senso civico non scordabile, in una città che tu e noi sentivamo straordinariamente ricca. Il tuo impegno costante ci trasmetteva questa forza, questa idea felice e bella per una città e una politica con mani pulite e mente lucida. Certo, tu non ti risparmiavi e sapevi anche essere duro nel chiedere agli altri di fare fino in fondo il proprio dovere per la città. Purtroppo, come spesso accade, si può essere incompresi nell'operare quotidiano, anche se non ti è mai mancata la solidarietà dei cittadini che già ti pensavano avviato a più elevati destini ove le idee avrebbero trovato, certamente, atti concreti realizzabili.
Oggi, dopo un decennio, vorremmo poterti dire che ti sentiamo ancora con noi, a chiederti un consiglio, una tua idea che dapprima sembrerà insolita, al limite del realizzo, ma che poi si trasforma in qualcosa di attuabile, un'idea preziosa.
Per noi sei stato non solo un caro amico, ma molto di più, nella disponibilità per un aiuto, un appoggio, un indirizzo preciso, senza che ti ritraessi mai. Cosi è stato nel rapporto con la tua, la nostra città, alla quale hai dato molto e che, spesso, ha corrisposto riconoscendo l'umanità, la sincerità, il rigore del tuo senso civico.
Oggi, caro Italo, ci ritroviamo con il nostro fiore. Non è molto, ma con noi ci sono Laura, Anna e Roberto, Franco e due splendide nipotine. Puoi esserne fiero. Loro si sentono protetti da te che hai lasciato un cosi grande ricordo.
I fiori li lasciamo al solito posto. Ciao Italo, con commozione.
I tuoi amici di Voghera