«Collaboreremo con l'Aiea»

MOSCA. L'Iran è pronto a proseguire «pienamente» la sua collaborazione con l'Aiea, l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato a Mosca il rappresentante iraniano presso l'Aiea, Ali Asghar Soltanieh il quale sulla collaborazione ha aggiunto: «Siamo pronti a dissipare tutte le imprecisioni riguardanti il nostro dossier nucleare».
Una dichiarazione che arriva mentre è sempre più gelo tra Usa e Russia sul programma nucleare iraniano. Da Mosca è venuta una decisa frenata all'ipotesi di sanzioni contro Teheran se non saranno fornite prove che la repubblica islamica sta tentando di dotarsi della bomba atomica. «Le sanzioni possono essere discusse solo in presenza di fatti concreti che dimostrino che l'attività nucleare di Teheran non è esclusivamente pacifica», ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, «al momento le preoccupazioni della comunità internazionale per il programma nucleare iraniano non si possono tradurre in sanzioni o nell'uso della forza».
Come membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu ha potere di veto su eventuali sanzioni. Ma a mettere ancor più la Russia in rotta di collisione con gli Usa sono le forniture militari a Teheran. «Non sussistono condizioni che siano d'ostacolo all'adempimento dei nostri impegni di cooperazione in materia di tecnologia militare con l'Iran», ha affermato il vice segretario per la sicurezza nazionale Nikolai Spaasky, ex ambasciatore a Roma, «e questo comprende tutti gli impegni, compreso quello alla vendita del sistema di difesa aerea Tor-M1». Pronta la replica americana: «E' tempo che i Paesi utilizzino la loro influenza contro l'Iran, riteniamo molto importante che Paesi come la Russia congelino qualsiasi vendita di armi concordata con l'Iran», ha dichiarato il sottosegretario di Stato Nicholas Burns. «Speriamo e confidiamo» che la vendita del sistema Tor M-1 «non andrà in porto», ha concluso. Burns ha confermato che il 2 maggio a Parigi torneranno a riunirsi i direttori politici dei cinque membri permanenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Usa) più la Germania per decidere l'atteggiamento da tenere verso Teheran. Intanto Teheran ha minimizzato le minacce degli Stati Uniti su un possibile attacco militare. «L'America è arrabbiata perchè nessun altro Paese si è schierato con lei», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Hamid Reza Asefi.