Riparte da Imola l'inseguimento a re Alonso
Il mondiale di Formula Uno riparte da uno dei suoi appuntamenti più affascinanti. Imola diventa ancora una volta snodo importante della stagione. Non decisivo, certo, ci sono ancora tante tappe. Ma indicativo di come l'annata potrà svilupparsi. Dalla ‘tripla' di apertura, del resto, è emerso chiaro un verdetto: Alonso e la Renault formano anche quest'anno un binomio fortissimo.
Prematuro invocare il ‘tutti contro Alonso'? Non tanto. Abbiamo già ricordato di come lo scorso anno lo spagnolo costrui gran parte del suo trionfo accumulando in partenza un punteggio che gli permise poi di amministrare il ritorno di Raikkonen e della sua McLaren. Una nuova vittoria del campione del mondo, e magari un contemporaneo passaggio a vuoto dei diretti inseguitori, potrebbero indirizzare il campionato in una direzione ben precisa.
A dare un pizzico di conforto c'è la sensazione che gli avversari siano più vivi della passata stagione, a partire magari dal vicino di box, Giancarlo Fisichella. Ma anche la McLaren, pur con i soliti, iniziali problemi di continuità, sembra avere le potenzialità di dare fastidio alla coppia più bella del mondiale. Questo a prescindere di uno sviluppo che viene annunciato solo per le prossime gare e di un Montoya anonimo. E parlando di sviluppo si deve passare a parlare di Ferrari. Anche quest'anno l'inizio non è stato dei più incoraggianti e, dopo la fiammata iniziale in Bahrain, gli imbarazzi della Malesia e il passaggio a vuoto in Australia hanno un po' smorzato gli entusiasmi. Ma in casa Ferrari, mentre la scorsa stagione il sentimento dominante sembrava un certo fatalismo, si continua a professare fiducia. In effetti la 248 F1 sembra una vettura migliore, con potenzialità maggiori rispetto alla Rossa del 2005. In più Maranello non è stata con le mani in mano e ha provveduto ad un grande lavoro di sviluppo, che ha lasciato un po' tutti soddisfatti. C'è la convinzione di poter fare bene, se non già in fase di qualifica, che però a Imola resta un elemento importante se non decisivo, almeno come passo di gara. E Imola del resto diventa importante anche per questo motivo. In casa Ferrari, per capire se la stagione potrà riservare qualche soddisfazione in più di quella passata. In generale per le altre scuderie che dvoranno verificare se il lavoro svolto al rientro in Europa ha effettivamente prodotto dei vantaggi. Nelle prime gare, con meccanici e attrezzature sparse in giro per il mondo sono poche le variazioni che possono essere apportate. Diverso il discorso quando si torna a casa, e magari si hanno tre settimane di tempo, come in questa occasione, per preparare la nuova tappa iridata. Insomma, Imola ancora una volta, appunto, tappa cruciale del Mondiale. Per vetture, scuderie e piloti. Ogni riferimento alla Ferrari e a Michael Schumacher è assolutamento voluto.