Eros Pagni in vestaglia e paglietta allo Strehler

MILANO.Testo di misterioso fascino, tessuto di commedia classica, di commedia dell'arte, di dramma romanzesco, di tragedia, arcano gioco di immagini sospese tra finzione e realtà, 'L'illusion comique" di Corneille è la stupenda favola dell'illusorietà della vita reale e della realtà della vita illusoria, che è quella proposta come in sogno dal teatro. Ma cosa vi avviene? Che Pridamante, padre severo, con i suoi continui rimbrotti ha indotto il figlio Clindoro a fuggire di casa. Privo di sue notizie da anni, si è messo alla sua ricerca. Adesso si rivolge al mago Alcandro che vive in una grotta, ha poteri ineguagliabili e fa apparire, di fronte al vecchio, prodigi di apparizioni, evocanti le avventure di cui il giovane è stato protagonista, tra amori, gelosie e tradimenti, uccisioni e fughe, cambi d'identità e morte per mano di un gentiluomo di corte. Poi, Alcandro gli addita Clindoro che si spartisce dei denari con i compagni e gli antagonisti delle sue peripezie. Chi è Clindoro, chi sono costoro? Attori, nient'altro che attori: dunque, si stava recitando, e Pridamante ha assistito ad una rappresentazione tenera e crudele, disperata e gioiosa, in una parola 'vera" più che la vita. Con una regia che stimola e suggerisce le tante rifrazioni presenti nel testo, Marco Sciaccaluga guarda al di là delle pagine di Corneille e cosi, sull'ironica traduzione di Edoardo Sanguineti, sceglie un approccio contemporaneo ed un ambiente pensato come un palcoscenico in rovina, dentro un edificio scalcinato dalle cui porte si vedono le rovine di una città bombardata. Introduce cellulari, elicotteri, vestiti contemporanei e divise militari, muove l'azione in crescendo fino allo svelamento dell'inganno, quando il palcoscenico si spoglia nudo, e fa del testo seicentesco uno spettacolo godibile per leggerezza, ritmo scorrevole, persuasività dell'interpretazione. La voce possente o i toni smorzati da normale conversazione, Eros Pagni presta la sua recitazione asciutta, composta e sorvegliata sia all'enigmatica icasticità di un mago Alcandro in vestaglia e paglietta da guitto del varietà sia alle amenità di Matamoro, ridicolo spaccone a tratti espressionistico. Con lui spiccano il vibrante Clindoro di Fabrizio Contri, la malinconica Isabella di Sara Bertelà, la vigorosa Lisa di Eva Cambiale. (f. cor.)
Repliche fino al 30 al Teatro Strehler di Milano.