Fermati al confine coi furgoni rubati

VIGEVANO. Ancora pochi metri e il colpo sarebbe andato a segno. E' il gennaio 1997 quando due fratelli vengono fermati alla frontiera con la Slovenia a bordo di due furgoni rubati e con carte per l'espatrio sottratte a un'agenzia di spedizioni di Vigevano. Martedi a Vigevano il processo contro i fratelli Mantovani si è concluso con la condanna del 65enne Luciano a due anni e 700 euro di multa e del 61enne Renato a un anno e quattro mesi e 600 euro di multa. Luciano Mantovani è domiciliato a Vigevano, in via Castellana, mentre il fratello è residente a Torino.
I fatti risalgono al 1997, ma il processo è in corso da soli due anni. I Mantovani sono stati fermati tra il 17 e il 18 gennaio di nove anni fa alla frontiera di Trieste e a quella di San Bartolomeo Muggia. I due erano a bordo di un Nissan King, rubato nei giorni precedenti a un vercellese, e di un Mitsubishi Pajero, sottratto a un cittadino di Busto Arsizio. Con loro avevano anche carte internazionali di assicurazione rubati alla Europa Express di Massimo Canedi, nato a Vigevano nel 1968.
I documenti servivano a giustificare l'espatrio dei due mezzi. I militari alla frontiera non si sono fatti ingannare dai documenti, hanno controllato il Nissan e il Mitsubishi scoprendo che si trattava in realtà di mezzi rubati.
I fratelli sono stati condannati due giorni fa per ricettazione. I Mantovani sono difesi dagli avvocati Nicola Cadaleta e da Elena Callegari che sono intenzionati a fare ricorso perché ritengono che il processo non fosse di competenza del tribunale di Vigevano e perché sono convinti che i Mantovani non abbiano responsabilità penali. Secondo gli avvocati difensori, il processo non andava celebrato a Vigevano dal momento che nessuna delle denunce di furto era stata fatta qui e che i due fratelli sono stati fermati a Trieste.