Processo Imi-Sir non si ferma, verdetto la prossima settimana

ROMA.E' cominciata ieri, innanzi alla Sesta sezione penale della Cassazione, l'udienza dedicata al processo Imi-Sir giunto - probabilmente - alle battute finali, a circa dieci anni di distanza dall'avviso di garanzia spedito nel 1996 all'ex ministro della Difesa Cesare Previti che è l'imputato principale assieme all'ex capo dei gip della capitale Renato Squillante. I due sono stati condannati sia in primo sia in secondo grado. Ma si dovrà aspettare la prossima settimana per sapere se si arriverà alla sentenza definitiva in tempi brevi o se bisognerà attendere la decisione della Corte Costituizionale sulla cosiddetta legge Pecorella. Per ora, è stato deciso di proseguire il dibattimento ma i giudici più avanti potrebbero soprassedere alla decisione finale. Subito il collegio di 'ermellini", presieduto da Giangiulio Ambrosini, ha dovuto affrontare il fuoco di fila delle questioni prelimiari inalberate dalla nutrita, e agguerrita, squadriglia di avvocati difensori. Dopo aver deciso che il 'troncone" principale di Imi-Sir verrà trattato «congiuntamente» alla 'costola" minore rappresentata dal ricorso di Giovanni Acampora, i supremi giudici si sono chiusi in camera di consiglio. La pausa di riflessione si è resa necessaria per valutare se accogliere, o meno, le istanze di rinvio presentate dalle difese per ottenere la sospensione del dibattimento in attesa che la Corte Costituzionale - il prossimo 7 giugno - decida se 'confermare", oppure no, quella parte della legge Pecorella che limita l'applicazione della 'prescrizione breve" ai giudizi pendenti in Cassazione.