Moto d'epoca in passerella
STRADELLA.Il 7 maggio grazie ad un'iniziativa organizzata dalla raccolta museale etnografica Franco Leoni che ha sede a Portalbera, dal gruppo collezionisti «Alpino» e «Ardito» di Stradella e dal gruppo amatori trattori d'epoca Oltrepo, si terrà la prima mostra-raduno delle motociclette d'epoca prodotte sino al 1962, dalle fabbriche stradelline con il marchio Alpino e Ardito.
Parte di questi autentici reperti di ingegneria industriale e motoristica sono conservati, ancora funzionanti, proprio nel capannone-museo di Franco Leoni. Domenica 7 maggio una settantina di esemplari daranno vita ad un corteo storico fino a Stradella per poi far ritorno a Portalbera.
Nel pomeriggio ci sarà anche la possibilità di effettuare e concludere eventuali scambi e fra gli ospiti ci saranno tutti gli ex dipendenti delle fabbriche stradelline e Sante Camporese, che fu un pilota da competizione negli anni '50. La storia dell'«Alpino» comincia il 24 febbraio 1945 quando, ancora in piena guerra, si costituisce la Motobici con sede a Stradella. Già nel dicembre dello stesso anno la società cambiava proprietà e l'amministratore unico diventa Franco Rossi e procuratore generale Riccardo Codecà. A loro si unisce Sergio Trespidi: nella prima fase «Alpino», più che moto, significa motori aggiunti alla bicicletta, allora unico mezzo di locomozione. Un successo enorme. Poi segue la fase dei ciclomotori, dei tricicli a motore e delle moto vere e proprie.
Nel 1950 si rompe il sodalizio con Trespidi, che darà vita al nuovo marchio «Ardito» che, però, a metà 1954, accusa il fallimento.
Per l'«Alpino», invece, la vita è più lunga, caratterizzata da successi di grande risonanza, ma nel 1963, inesorabile, arriva anche in questa caso la sentenza di fallimento. A tradire è stata, forse, l'Argentina del dopo Peron. (p.r.).