Mancano i posteggi per i disabili

PAVIA. Lunghe code di automobili che aspettano di poter parcheggiare, veicoli che percorrono viali contromano pur di trovare un posto. Non mancano le contestazioni, anche accese, tra i clacson che strombazzano impazientemente. Questa è l'atmosfera che si respira ogni mattina davanti al Policlinico e all'Asl di piazzale Golgi. Soprattutto negli orari delle visite. Ma se trovare un posteggio libero è un miraggio per tutti, lo è ancora di più per chi è disabile o invalido. Quindi, paradossalmente, per chi ha più occasione e bisogno di visite presso gli ambulatori. Il contrassegno sull'auto non rende affatto immuni alla 'croce" degli automobilisti. Il caso è sollevato da un'assidua frequentatrice del parcheggio dell'Asl, Cinzia Berri.
«Accompagno spesso mia madre invalida all'ambulatorio - spiega Cerri -. Il posteggiatore fa entrare gli invalidi gratuitamente, ma solo se i posti loro riservati sono liberi. Diversamente ti lasciano fuori ad aspettare. Oppure chiedono di pagare il posteggio nelle strisce blu. Mia madre ha più di 80 anni, e gira con la bombola di ossigeno. Se non c'è almeno uno dei posti liberi, per gli invalidi o per chi ha un problema di deambulazione diventa un problema. L'altra questione è che il posteggiatore è sempre da solo. Deve aspettare che arrivi l'automobilista a pagare, poi lo accompagna a piedi nel posto per parcheggiare, mentre gli altri aspettano. Cosi tutte le mattine si crea una coda incredibile da viale Brambilla. Far pagare gli invalidi davanti all'Asl, dove si fanno le visite, non mi sembra proprio il caso».
E qui veniamo al vero problema. I posti riservati agli invalidi sono in realtà solo due, che diventano quattro se si considera lo spazio riservato alle ambulanze. Il numero è deciso in base ad una legge che fissa un rapporto di 50 a uno: ogni 50 posteggi a pagamento, uno deve essere riservato ai disabili. Nel caso specifico del parcheggio dell'Asl i posti sono circa 90, e due quelli per i portatori di handicap con contrassegno. Chi non trova uno dei due posti liberi, è costretto a pagare il posteggio. Atto del tutto legittimo, perchè l'area, di proprietà del Policlinico, è gestita privatamente dalla Cooperativa dei posteggiatori auto di Pavia. «Ci occupiamo di diversi parcheggi della città - spiega il presidente della cooperativa, Domenico Sollazzo - e in tutti vale la regola che il posto blu si paga. Questa regola vale anche per chi ha il contrassegno di invalidità sull'auto, a differenza dei parcheggi comunali dove invece il parcheggio è gratuito. Ovviamente da parte nostra c'è sempre la massima disponibilità a trovare una soluzione, ma non si può non considerare che la gestione privata significa che noi paghiamo al Comune diverse migliaia di euro all'anno. Nel caso specifico di quel parcheggio stiamo parlando di 35mila euro». Il posteggiatore che si occupa del parcheggio conferma le difficoltà che si incontrano ogni giorno: «Cerchiamo di essere sempre disponibili, invece i cattivi sembriamo noi. Un conto è l'accompagnamento di una persona disabile, per un breve tempo, altra cosa è fermare la macchina per due o tre ore nel posto a pagamento. Senza contare che spesso vengono occupati anche i due posti riservati alle ambulanze, creando non pochi problemi». Molti si rifiutano di pagare, e diverse sono le pratiche accumulate sul tavolo dell'ufficio legale della Cooperativa. La questione quindi si sposta al numero di parcheggi di cui gli invalidi possono usufruire. E qui la soluzione sembra un'utopia. «Il problema è storico - commenta l'assessore alla Mobilità Roberto Portolan - e di non facile soluzione. In quella zona sono stati recuperati 6 o 7 posti per gli invalidi vicino al marciapiedi, ma sono a disposizione per chi deve andare al Policlinico. Stiamo parlando di un problema che tutte le città italiane devono affrontare. Consideriamo che solo a Pavia sono circa 3500 i permessi rilasciati agli invalidi. Se poi aggiungiamo che il Policlinico e l'Asl sono frequentati anche da coloro che arrivano da fuori, appaiono chiare le proporzioni del problema». (m. fio.)