Morto il cigno prelevato dal parco Parri

VIGEVANO.Non l'ha ucciso l'aviaria, ma la vecchiaia e, forse, lo sradicamento dall'ambiente naturale in cui era vissuto per anni. Il cigno del parco Parri è morto a fine marzo. Poco meno di un mese prima era stato trasferito dall'area verde in zona Fiera ad una cascina attrezzata per la custodia dei volatili. Il trasloco era stato deciso applicando le disposizioni del ministero della Sanità per prevenire i rischi di contagio dal virus H5N1. A scopo precauzionale, il cigno e gli altri uccelli (soprattutto anatre e germani) che dimoravano nel parco erano stati catturati e trasferiti in una cascina dotata di reti antipassero e attrezzature adeguate per evitare il contatto con i migratori potenziali portatori del virus dell'aviaria. Ma nel nuovo habitat il cigno è vissuto soltanto poche settimane, anche se era accudito e nutrito.
L'animale aveva più di dieci anni e forse l'età non lo ha avvantaggiato quando si è trattato di adattarsi ad un ambiente nuovo rispetto a quello del parco e del laghetto dove aveva trascorso gran parte della sua vita.
Il decesso del cigno è stato comunicato all'Asl che ha svolto analisi e accertamenti. In ogni caso, le verifiche hanno escluso che il volatile sia morto a causa dell'aviaria.
Anche gli altri uccelli del parco sono ancora a dimora nella cascina. Nel giardino pubblico potranno tornare solo quando l'allarme per l'aviaria sarà definitivamente cessato.
Nel frattempo però tutti i casi di volatili morti segnalati in provincia di Pavia non sono ricollegabili al virus H5N1. L'Asl ha svolto le analisi sulle carcasse di aironi e piccioni trovati in diverse zone, ma finora gli accertamenti hanno dato esito negativo. Si trattava infatti di esemplari stanziali e non migratori, uccisi da malattie non riconducibili all'aviaria. Le prime segnalazioni si erano avute a fine febbraio nella zona di Sannazzaro.
Ma i cinque aironi trovati morti sul ciglio della strada e consegnati ai tecnici dell'Asl erano stati uccisi dai rigori dell'inverno. (l.g.)