Kaladze punisce la piccola Inter
MILANO. Abbandonata dai tifosi della curva e, soprattutto, da Massimo Moratti, l'Inter perde il derby ed è sempre più lontana dal secondo posto grazie all'ennesimo errore difensivo che regala a Kaladze il gol partita. In un partita strana per tanti motivi, a partire dall'assenza del patron nerazzurro in tribuna, finisce senza gloria l'ennesimo tentativo di Roberto Mancini di azzeccare la formula giusta per dare almeno una gioia ai suoi tifosi al termine di una stagione sciagurata. Festeggia invece la Milano rossonera, che ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo e può guardare ora tranquilla alla semifinale di martedi contro il Barcellona, grazie alle energie tutto sommato risparmiate ieri per venire a capo dell'Inter. Nonostante la serata tutt'altro che brillante di tante delle sue stelle, a partire da Sheva per finire con Kakà, il Milan sfrutta la sua occasione gentilmente concessa dalla difesa dell'Inter.
E si porta a più 5 dai cugini, garantendosi un'estate tranquilla senza preliminari. La striscione 'indegni" esposto dagli ultras nerazzurri fuori dallo stadio e poi dentro a una curva vuota sono il brutto inizio di un pomeriggio di Venerdi santo che l'Inter non riesce a migliorare. La sedia vuota di Massimo Moratti fa però più rumore di qualsiasi coro di contestazione, ma anche in campo lo spettacolo è dimezzato cosi come sulle tribune, perché il Milan trotterella cercando il pallone giusto ma con la mente ben rivolta verso la semifinale di Champions, mentre l'Inter cerca di metterci tutto quello che ha, cioè poca roba in questo periodo. Mancini rivoluziona la squadra, mettendo in campo solo giocatori con delle certezze nelle gambe e non eterne promesse alla Recoba, in tribuna formalmente per un guaio muscolare. Affidarsi al solo Adriano in attacco è una scommessa già persa un paio di volte, che Mancini prova a giocarsi ancora. Va comunque dato atto al tecnico di Jesi di provarci, di tentare di dare una scossa a una squadra stordita dall'eliminazione in Champions e dalle aggressioni successive. Cosi come nel derby di Champions dell'anno scorso e nella gara contro il Porto, la mossa non riesce perché è ancora la difesa a tradire in modo clamoroso, come successo contro il Villareal. Regge poi solo 10' l'azzardo Mihajlovic al centro della difesa, perché il serbo si infortuna al primo scatto e viene sostituito da Materazzi. Dopo un buon inizio, che produce però solo un tiro di Stankovic alto, l'Inter fa molto poco e a sfiancarsi in mezzo al campo sono i vari Pizarro e Cambiasso che cercano di bloccare i centrocampisti rossoneri e poi proporsi in avanti per non abbandonare Adriano al suo destino. Dura 45' l'energia per fare un gioco del genere, ma anche nel primo tempo l'occasione migliore ce l'ha Gilardino che al 16' manda alto di testa un cross perfetto di Cafu. A far paura ai rossoneri sono più le incertezze di Dida che le discese di Adriano, anche se il brasiliano comunque fa il suo almeno nel primo tempo. L'unica vera occasione per l'Inter capita sulla testa di Figo che si ridesta dal torpore in cui vegeta dai primi minuti per incocciare in maniera sciagurata un pallone che doveva solo essere messo in porta. Tra fischi e cartellini a caso di un modesto De Santis, il Milan lascia che la partita venga a sé e prima l'unico lampo di Kakà costringe Julio Cesar a una grande parata e poi Materazzi sbaglia il fuorigioco che consente a un cross innocuo di Seedorf di diventare l'assist decisivo per Kaladze che segna e ringrazia. Entrano Martins e Solari ma servono a poco e Adriano non riesce a spedire un porta l'ennesimo pallone abbandonato da un'uscita sbagliata di Dida. Dalla curva rossonera partono cori ingenerosi che Massimo Moratti non può sentire, mentre Silvio Berlusconi si gode in tribuna l'ennesimo derby vinto. Il secondo posto è praticamente assicurato, ora sarà il Barcellona a dire come sarà la stagione del Milan.