Posteggi e autobus, ecco cosa cambierà
PAVIA. Ecco il Piano della Mobilità. Ovvero: come muoversi nel traffico di Pavia nei prossimi dieci anni. Uno scenario che questo progetto - che sarà reso ufficiale nei prossimi giorni (ma che è già stato discusso in giunta) - disegna non nei dettagli, ma nelle prospettive. Notizie che sono attese con grande curiosità da tutti i cittadini pavesi. Una vera e propria rivoluzione su cinque fondamentali direttrici: la viabilità, la sosta, il carico/scarico merci, la mobilità pedonale e ciclabile, il trasporto pubblico. Pavia, insomma, che è destinata ad essere rivoltata come un guanto.
Cos'è il «Pum».
In un Piano urbano della mobilità, conosciuto con l'orrendo acronimo di Pum, entra un po' tutto della città: si devono affrontare i temi classici, appena elencati - dalla sosta al traporto pubblico, dal trasporto privato al carico e scarico -, ma è poi necessario integrare il tutto con il Piano regolatore generale, con le prospettive di sviluppo viario su gomma e su ferro della provincia e della regione, con il Piano delle opere pubbliche. Insomma, pensare che con un singolo intervento si possa realisticamente incidere sulla mobilità, è una sonora sciocchezza. E lo dimostra uno dei più clamorosi fallimenti dell'amministrazione comunale: il progetto dei parcheggi di interscambio.
Sosta e parcheggi.
Provate a contare le auto nel parcheggio di interscambio della Coop (viale Campari): zero. E quello dello stadio? Altro zero. Non contate in viale Bramante: li ci sono ancora i nomadi. Altri parcheggi, invece, risultano maggiormente occupati: quelli della Maugeri (collegato al centro da una linea bus), ad esempio. Nel Pum si immagina una serie di parcheggi di interscambio non solo più vicini al centro storico, ma anche direttamente serviti da una linea del trasporto pubblico. Se non c'è, la si crea, come vedremo. Un esempio è quello del parcheggio del cimitero che potrebbe ospitare moltissime auto e che, con una linea bus con sufficiente frequenza nei passaggio, diventerebbe perfetto per i pendolari. La seconda fase riguarda i parcheggi a corona: stabilita la costruziona di quello di via Oberdan, si pensa di tariffare il parcheggio dell'ex-area Cattaneo (quindi indirizzandolo all'uso «commerciale» del centro storico, per gli acquisti e le commissioni) spostando i pendolari in un altro parcheggio. Il Comune ha un'idea in merito, ma la tiene gelosamente segreta. Infine, la sosta nel centro storico. Qui l'intenzione, aumentando la disponibilità dei parcheggi a corona e di interscambio, è quella di diminuire i posti auto a pagamento aumentando invece quelli riservati ai residenti.
Trasporto pubblico.
Sarà, qui, una vera rivoluzione. Va premesso che negli ultimi mesi i rapporti tra Line SpA e l'amministrazione comunale sono stati tesi, tesissimi. Guidata da un presidente molto politico e poco tecnico (su di lui c'è un giudizio negativo da parte della giunta comunale), Line, citiamo un assessore, «ha fallito tutti gli obiettivi che aveva dato». Ma Line sembra volersi dare una svolta e, dal prossimo anno, la presidenza andrà ad un pavese. Dunque, gli obiettivi che si spera che con il ritorno del dirigente Francesco Molgora, saranno fondamentalmente due: 1) proporre al Comune quattro o cinque versione della rete del traporto pubblico, completamente rinnovata per numero di corse, per tipologia, tempistica; 2) eliminare gli orari di passaggio, o almeno il dettaglio mai rispettato che c'è oggi, a favore di un cadenzamento dei passaggi quasi perfetto. Insomma, poter dire ai cittadini/utenti che quel determinato autobus passa, per dire, ogni 10 minuti. Sempre. O quasi. Per fare questo si ipotizza una serie di interventi: diminuire il numero delle fermate, diminuire il numero delle strade toccate dai passaggi, aumentare cosi la velocità commerciale e il rispetto dei tempi. In più, ma si tratto di una possibilità che dovrà essere valutata con la città, si pensa di togliere l'autobus da Strada Nuova e da corso Cavour, garantendo una migliore vivibilità e, nello stesso tempo, sostituendo i mezzi con mini-bus elettrici che faranno la spola da un capo all'altro del centro storico.
Viabilità esterna.
Per la viabilità esterna tutto potrà cambiare quando la tangenziale nord sarà completata. Quasi immediatamente dopo la giunta ordinerà il divieto di passaggio in città dei mezzi pesanti. La filosofia del prossimo Pum è quella di impedire che la città diventi area di attraversamento. Per questo, saranno modificati i sensi unici, saranno aumentati i semafori e rese più lunghe le attese al rosso, saranno posizionati dissuasori di velocità e cosi via in tutte le strade di accesso al centro città quando sia possibile utilizzare la tangenziale. Per capirci. Se un cittadino vuole andare dal Vallone a Mirabello dovrà utilizzare la tangenziale nord. Perché, in caso contrario, impiegherà molto ma molto più tempo percorrendo, per dire, Vigentina, via Folperti, via Olevano, ecc. Nello stesso tempo, ogni singolo quartiere sarà considerato come un'isola a sè stante, e quindi ripensato con nuovi sensi unici, con zone pedonali e con aree a traffico limitato. L'obiettivo è dare pari dignità ai singoli quartieri periferici la cui regolamentazione (e attenzione) sarà pari a quella oggi data al centro storico della città. (1 - continua).