Mastella vuole la presidenza del Senato

ROMA.Secondo Antonio Di Pietro, a una riunione fiume dell'Unione, Clemente Mastellaha ribadito la richiesta di fare il presidente del Senato. Il leader dell'Udeur ha reso cosi ufficiale la rivendicazione circolata nei giorni scorsi, che rischia però di complicare la scelta della Margherita, orientata su Franco Marini. Su questa poltrona però circola il nome di Giulio Andreotti, proposto dal centrodestra come soluzione neutrale. Incerta la presidenza della Camera, attribuita a Massimo D'Alemao a Fausto Bertinotti.
Ieri, Piero Fassino ha ribadito che l'Unione segue il criterio adottato dal centrodestra, che si è preso ambedue le presidenze parlamentari. Fassino ha aggiunto una critica al comportamento di Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera in delicati passaggi legislativi. Ma si è lasciato una piccola via d'uscita, non escludendo che, «una riflessione si possa fare».
Nei giorni scorsi, i giornali avevano messo in pista i nomi di due neo senatori della Cdl: Beppe Pisanue Marco Follini. Ma ieri Casini ha confuso le carte, candidando «un nome dell'Unione», ma senza farlo. Per induzione, si può pensare a Domenico Fisichella, eletto dalla Margherita, grazie all'opzione di Willer Bordon, dopo aver militato nel centrodestra.
Dubbi ci sono anche su D'Alema, certamente disponibile per la Camera, ma forse aspirante più vero alla carica di ministro degli esteri, per la quale, come dicono molti, si sta preparando da cinque anni. Un indizio: le dimissioni da deputato, dopo essere stato eletto a Strasburgo. Andare alla Farnesina è una aspirazione attribuita anche a Francesco Rutelli.
Ma è più credibile, per averlo detto ieri Fassino, che entrambi i leader dei due maggiori partiti dell'Unione, quindi anche Rutelli, divengano vice primi ministri, senza portafoglio e senza lasciare la carica di partito, per dare più visibilità e più forza politica al vertice del governo.
Fisichella è solo uno dei 232 candidati senatori e deputati (30 e 212) che attendono di sapere se saranno eletti, sulla base delle opzioni fatte dai capilista per il Senato e per la Camera, da esercitare entro il 28 aprile. Per palazzo Madama, Beppe Pisanu, Fi, Franco Marini, Dl, Marco Follini, Udc e Armando Cossutta, Pdci, dovranno scegliere in quale delle 4 circoscrizioni sono stati eletti. Per la Camera, Silvio Berlusconi deve optare per una delle 26 circoscrizioni di cui era capolista. A ruota Gianfranco Fini con 25, Bertinotti 24, Casini 23. Romano Prodi deve optare tra 15, Pecoraro Scanio tra 13, Di Pietro 11, Umberto Bossi 10. E a scalare ci sono numerosi altri leader che devono scegliere. (r.v)