San Tommaso, violato l'ultimo intonaco bianco

PAVIA. Sul perchè si scriva sui muri si potrebbe fare un trattato. Sul tema avevamo ospitato un forum in redazione nel 2004. Cosa fare per arginare il fenomeno? Tra gli spunti di discussione, l'allora vicesindaco Eligio Gatti (psichiatra nella vita) disse la sua: il miglior deterrente è pulire, di fronte a un muro pulito ci si ferma.
A più d'uno venne in mente il restauro dell'ex-San Tommaso. Mattoni a vista perfettamente ripuliti e un coraggioso intonaco color panna sui muri lungo via Comi e via Rusconi. Quasi una provocazione nel cuore di Pavia sfregiato dalle scritte. Ma la lavagna di San Tommaso, effettivamente, è rimasta a lungo immacolata. A pochi metri, i muri della Casorati sembravano la prova del nove della tesi-Gatti: sui bianchi muri di San Tommaso non scriveva nessuno, sui già devastati muri della Casorati fiorivano nuovi graffiti.
Non è durato in eterno. Quando il muro è stato macchiato dal solito sgorbio (una banale «firma» dei writer in vernice blu) è stato come se si fosse aperta una porta. I muri color panna, finalmente violati, sono diventati a disposizione di tutti. E nell'ultimo mese la facciata su via Rusconi, ben nascosta dal parapetto che divide la passerella rialzata dalla strada, si è coperta di scritte. Niente di artistico. Anzi, una serie di volgarità su uomini politici e parti anatomiche di studentesse. Poi tante microscritte a pennarello, come se l'attuale sede universitaria fosse la fermata del bus o il binario 3 della stazione. Vandalismo, nè più nè meno di quello che spunta qua e là in centinaia di luoghi del centro storico.
Torniamo ai forum in redazione: in due riprese (prima nel confronto con Giorgio Rondini, poi nell'incontro dedicato al caso Sottovento), il sindaco Capitelli ha parlato delle scritte sui muri come uno dei problemi che più le stanno a cuore. La capiamo e la incoraggiamo: che la sofisticata Pavia città dei saperi debba convivere con Pavia città dei muri sporchi, in effetti, è proprio una beffa. (r.t.)