Truffa, denunciati i gestori di 2 pompe di benzina
VIGEVANO. Si allarga l'inchiesta sul traffico di carburanti. La Guardia di finanza ha posto sotto sequestro un distributore anche a Vigevano, oltre a quello già 'piombato" a Mortara. I gestori sono stati denunciati a piede libero per truffa. Ma non finisce qui. L'attività delle Fiamme Gialle in Lomellina ha portato al sequestro di sei fusti di benzina e gasolio da 50 litri, di tre pompe di aspirazione, di quattro fusti da venti litri, varie taniche di benzina, taniche vuote con residui di carburante che saranno sottoposti ad analisi e tubi di gomma che venivano probabilmente usati per 'aspirare" e travasare il carburante. Parte del materiale è stato trovato nei distributori sequestrati o nelle abitazioni di chi lavorava alle pompe di benzina.
Le indagini sono ancora in corso. La Guardia di Finanza ha effettuato controlli anche in altre zone della provincia. Il comando provinciale di Pavia, con l'appoggio della tenenza di Vigevano e della brigata di Mortara, sta operando in collaborazione con il comando provinciale di Milano nell'ambito di una vasta operazione, coordinata dalla procura di Milano. Secondo le ipotesi investigative avanzate dalla Finanza, il carburante veniva sottratto dalle autocisterne e venduto da distributori compiacenti.
Le indagini.L'inchiesta è stata avviata nel novembre 2004 con la scoperta di un'area a Pero, gestita da un pregiudicato, dove grosse quantità di carburante venivano sottratte dalle autocisterne. Attualmente risultano coinvolte numerose persone e sono state effettuate oltre 100 perquisizioni in abitazioni, distributori, uffici e officine. Sono state poste sotto sequestro 43 pompe di benzina nelle province di Milano, Brescia, Bergamo, Varese, Lodi, Pavia, Novara, Verbania e Vercelli.
«Screditano la categoria».L'inchiesta ha suscitato clamore, ma non sorpresa tra gli addetti alle stazioni di servizio. 'Non è certo una novità che rubino la benzina e poi la rivendano. Bisogna stare attenti - dice un gestore - Quando arriva il camion a scaricare io metto il self e controllo che non mi venga sottatta della benzina. Non lascio mai l'autista da solo. Arrivano a taroccare i contalitri. La mia macchina se ne accorge, ma io posso soltanto segnalare la cosa. L'autista può sempre dirmi che non è giusta la mia strumentazione".
La benzina che non viene messa da una parte viene cosi rivenduta in nero dall'altra. Ci sono anche trucchi molto più artigianali. Come fare benzina cercando di mettere il camion in una posizione di lieve pendenza. Qualcosa rimane cosi nella cisterna e si può rivendere. Ma non molto. 'So che alcuni benzinai - dice un altro gestore - ricevono questa proposte, ma a me non è mai capitato. Conosco il fenomeno della benzina venduta in nero. E quando vengono arrestati i gestori che la vendono sono veramente contento. Questi rovinano tutta la categoria".
Ma l'inchiesta di questi giorni è qualcosa che va oltre ai soliti autisti che si tenevano la benzina per sé per rivenderla sottobanco. Qui c'era un organizzazione, con una rete capillare di distribuzione. 'Questa nuova organizzazione - dice un benzinaio che gestisce una pompa da vent'anni a Vigevano - non ha niente a che fare con gli autisti che si tenevano la benzina per sé. Erano arrivati a ritoccare le pompe di benzina. Sono strumenti precisi, che non consentono certo di vendere molto in nero. A me non è mai stato proposto niente di simile. Gli autisti vanno a colpo sicuro. Sanno già a chi possono rivolgersi e chi è disposto ad accettare. Mi ricordo che vent'anni fa quando ho aperto stazione di servizio qualcuno mi aveva lasciato intendere qualcosa. Ma non ho mai approfondito".
(ha collaborato Andrea Ballone)