Mostro di Firenze, giornalista arrestato

PERUGIA. Avrebbe cercato di depistare le indagini in corso sul presunto omicidio di Francesco Narducci e quelle sul mostro di Firenze il giornalista Mario Spezi arrestato oggi su richiesta del sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini. Nei suoi confronti è stata eseguita nel primo pomeriggio un'ordinanza di custodia cautelare in carcere (sembra chiesta dal magistrato più di un mese fa) nella quale si ipotizzano i reati di calunnia e turbativa di pubblico servizio. Gli stessi addebiti mossi a Luigi Ruocco, 51 anni, originario di Gragnano (Napoli), inquisito più volte in passato per reati contro il patrimonio.
L'ipotesi degli inquirenti perugini è che Spezi abbia organizzato il depistaggio per riportare al centro dell'inchiesta sulla morte di Narducci, ma anche di quella sui delitti del mostro di Firenze, la pista sarda. Per farlo avrebbe cercato di far ritrovare in una villa di Lastra a Signa, che appartiene a una persona estranea alla vicenda, alcuni oggetti che - secondo la versione accusatoria - avrebbero ricondotto alla pista sarda. A portare la polizia a essi doveva essere - riterrebbe ancora la procura perugina - un appunto confidenziale fatto giungere agli investigatori da un ex agente perquisito nei giorni scorsi ma all'oscuro del tentativo di depistaggio. Un'operazione nella quale sarebbe stato impegnato anche Ruocco. Il campano è sospettato di avere compiuto per conto di Spezi alcuni sopralluoghi nella villa e fatto fotografie. L'indagine avrebbe evidenziato anche alcuni pagamenti che gli sarebbero stati fatti da Spezi. Non è chiaro quale fossero gli oggetti che dovevano essere fatti ritrovare (si parla di alcune piccole scatole e di documenti). Alcuni sarebbero stati recuperati dagli investigatori - nel corso delle perquisizioni compiute - che stanno ora cercando di stabilire se fossero effettivamente riconducibili alle vicende del mostro di Firenze. Il personale del Gides, il gruppo investigativo guidato da Michele Giuttari, e i carabinieri di Perugia - che oggi hanno arrestato Spezi e Ruocco - sono però intervenuti prima che fossero effettivamente collocati. Uno dei difensori del giornalista, l'avvocato Alessandro Traversi, ha detto di ritenere che «di fondo ci sia un malinteso». «Ovvero sia stata male interpretata - ha aggiunto - l' attività giornalistica di Spezi, che ha svolto una contro inchiesta, ma che non aveva come obiettivo quello di depistare le indagini». «E' una vicenda assurda - ha sottolineato la moglie di Spezi -, sono due anni che lo stanno perseguitando e io mi chiedo come è possibile che tutto ciò avvenga senza che nessuno reagisca». «Stupore e preoccupazione» per il suo arresto sono stati espressi anche dalla Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani. Di «massimo sconcerto» ha invece parlato il presidente nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Lorenzo del Boca. Il giornalista era al centro dell'indagine condotta dal pm Mignini sulla morte di Narducci, il cui cadavere venne trovato il 13 ottobre 1985 nel lago Trasimeno. Il magistrato ritiene che il medico sia stato ucciso perchè coinvolto nelle vicende del mostro di Firenze (circostanza sempre negata dai suoi familiari). Sarebbe stato eliminato in particolare per proteggere le persone coinvolte nei delitti toscani.