Flavia Prodi: una decisione corretta
BOLOGNA.Flavia Franzoni Prodi è amareggiata. Ai giornalisti non nasconde il suo stupore per «l'ultima cosa al mondo che pensavo di fare» e ribadisce: la nostra, una decisione corretta. Ma l'attacco mattutino di Silvio Berlusconi a «Radio Anch'io» su una vicenda che riguarda da vicino i coniugi Prodi, ha spinto la famiglia alla risposta. In ballo c'è una donazione di circa 860mila euro che i coniugi Prodi hanno fatto nel 2003, cioè tre anni fa - e Flavia lo sottolinea - per aiutare i due figli, che si erano sposati, a comprarsi una casa, una in via Santo Stefano a Bologna, l'altra alla Barca, un quartiere periferico. La donazione, come prevede la legge quando si tratta di non modiche cifre, è stata fatta con un atto pubblico di fronte ad un notaio. Il tutto senza pagare imposte come prevede la norma approvata dalla Cdl che ha totalmente abolito le tasse sulle donazioni (prima c'era una franchigia sino a 250mila euro, e il 4% sulla restante quota). A sollevare il caso era stata giovedi la vicepresidente dei deputati di Fi Isabella Bertolini che ha accusato Prodi di incoerenza. «Prodi ha fatto una cosa legittima facendo le donazioni ai figli - ha detto Berlusconi - - Anche se qualcuno, maliziosamente, ha pensato che cosi eviterà una tassa che è stata introdotta dal centrosinistra».
Flavia Prodi ha deciso di buon mattino la replica. Intanto, ha osservato che la decisione risale al 2003. Quindi quando le elezioni erano lontane e nessuno stava pensando al programma elettorale dell'Unione.