Sannazzaro in allerta
Sul polo industriale di Sannazzaro e Ferrera Erbognone, in particolare sull'inquinamento, se ne sono sentite e lette tante. Nel maggio 2004 «il giorno della centrale», è stato definito dall'Enipower «un momento storico non solo per la nostra realtà». E' anche stato affermato che «questa centrale non inquina».
In pratica però dai camini delle tre centrali da 400 mw., alti circa 80 metri, vengono «sparati» in atmosfera, alla temperatura di circa 100º, i fumi relativi alla combustione di oltre 150.000 metri cubi orari di metano, oltre ad altro «gas di sintesi».
Forse perché «non è stata ritenuta inquinante», non «sarebbero state pienamente osservate» le prescrizioni, del 20/3/2002, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del Ministero per i beni e le attività culturali, in particolare sul monitoraggio della qualità dell'aria, cioè: «Il controllo della qualità dell'aria dovrà essere effettuato tramite stazioni di monitoraggio e campagna di campionamento, a carico del proponente, le cui modalità, caratteristiche tecniche e gestionali, e i cui tempi di attuazione dovranno essere definiti sulla base delle prescrizioni che saranno emanate dall'Arpa, responsabile della rete, cui deve essere affidata la gestione sulla base di convenzione da stipularsi tra le parti».
Ed ancora che: «Fermo restando le competenze proprie delle Amministrazioni istituzionalmente preposte al controllo nonché quelle individuate dal presente decreto, l'Arpa regionale provvederà ad effettuare le eventuali ulteriori verifiche, non sopra specificate, nel corso dei lavori e dell'esercizio della centrale e terrà annualmente informato il Ministero dell'ambiente servizio Via, circa il corretto adempimento di tutte le prescrizioni».
Per quanto riguarda anche la «Raffineria», l'Eni si autoassolve dichiarando che l'inquinamento non è provocato dalla Raffineria e dalle centrali a gas di Ferrera Erbognone e che le polveri sottili sono «in linea con quelle rilevate in altre zone della Regione Lombardia». Queste affermazioni sono state fatte pur essendo provato, solo ultimamente, che Sannazzaro è più inquinato di Vigevano e che dall'inizio dell'anno le polveri sottili (Pm10) sono state sempre «oltre i limiti».
Ai primi di marzo si è letto che Sannazzaro è più inquinata di Milano, con un Pm10 a 73, contro Milano a 63 (limite 50 micrg/mc. nelle 24 ore, raggiunti anche i 165 mgr.).
Oltre al Pm10 sono presenti anche altri inquinanti, in particolare l'«ozono» (O²) che è un inquinante di origine fotochimica che si forma principalmente in presenza di «ossidi di azoto» e che come è specificato nel decreto Via le «tre centrali», di questi ossidi di azoto, ne emettono in concentrazioni significative.
Da uno studio del Consiglio nazionale dell'aria francese, di cui è presidente Jean Felix Bernard, risulterebbe che l'ozono può provocare ictus e blocchi respiratori e che, nelle estati molto torride, è anche stato definito il «killer degli anziani».
Una ricerca inglese ha dimostrato inoltre che i bambini sono più esposti all'inquinamento rispetto agli anziani, perché il loro sangue assorbe quantitativi di sostanze tossiche molto superiore alla media.
In zona Sannazzaro e dintorni, l'inquinamento preoccupa veramente anche se pochi ne vogliono parlare. Ciò è dimostrato dal fatto che nel 2003 si era fatta una indagine medica nel bacino petrolchimico che aveva messo in evidenza qualche fenomeno di patologie «anomale». Nel 2004 i risultati di una ricerca universitaria aveva dimostrato una forte incidenza delle affezioni respiratorie.
Credo proprio che «tutti» siano stati troppo buoni con l'Eni, come ha dichiarato l'ex assessore all'ambiente Magnani ed, aggiungerei io, anche «un po' latitanti», e che pertanto queste indagini devono continuare in modo più spedito, ed i monitoraggi dell'aria intensificati, perché il problema è serio, e che se sta bene pensare ai posti di lavoro, è anche giusto salvaguardare la salute della gente.
Secondo CagnoniCornale