«Vorrei vederli soffrire a poco a poco»
PARMA. Non c'è spazio per il perdono degli assassini e una madre colpita al cuore ha la rabbia di chi si vede la vita frantumata. Paola Pellinghelli, mamma di Tommaso, 17 mesi, rapito e massacrato, parla con la voce della disperazione e della rabbia. «Chiamarli mostri è fargli un complimento. Vorrei vederli soffrire a poco a poco, forse perché mi tocca troppo da vicino. Magari è una parola troppo grossa, però adesso come adesso li vorrei vedere proprio cosi. Alla pena di morte sono favorevole. Lo sono sempre stata e in casi come questi sono più cattiva».
Mario Alessi, la sua compagna Antonella Conserva e Salvatore Raimondi accusati dell'orribile delitto sono per mamma Paola persone che devono soffrire giorno dopo giorno. «Si, soffrire come abbiamo fatto noi e come stiamo ancora facendo», dice la donna gettando lo sguardo verso suo marito, Paolo Onofri.
Gli occhi lucidi, il volto segnato da notti insonni, mamma Paola versa ancora lacrime davanti alle centinaia di lettere posate davanti alla porta di casa, a Casalbaroncolo. Mazzi di fiori, pupazzi e messaggi di solidarietà e d'amore verso il bimbo che non c'è più. «Mi hanno commosso tutti questi bigliettini, mi hanno fatto sentire meno sola. Ringrazio tutta l'Italia, tutte le forze dell'ordine, la Protezione civile, la Croce Rossa, tutti ci sono stati vicini».
E il papà di Tommaso, Paolo Onofri, ha lo sguardo duro e stanco. Lancia, per l'ennesima volta, segnali importanti: «Ancora non è finita. Sono convinto che ci sia un mandante dietro questo terribile delitto del mio piccolo Tommy. Questa operazione non è congrua. L'organizzazione e l'azione non di sposano».
Insomma, per Onofri, il rapimento e l'uccisione del bimbo non possono essere state compiute nell'ipotetico disegno criminale che ci sarebbe alle spalle dell'azione messa in atto. E' dunque tutto da chiarire il movente. Soldi? Vendetta?
«Paolo Onofri ha già chiarito tutto, telefonata per telefonata, e lo ha anche sottolineato il procuratore della Dda di Bologna, Enrico Di Nicola, che il papà di Tommaso è estraneo al sequestro», ha affermato l'avvocato Claudia Pezzoni parlando del presunto 'coinvolgimento" del suo assistito in un affare di rilevante portata economica con Alessi.
«Non avevo nessun rapporto economico con Mario Alessi», ha ulteriormente specificato Onofri, «se non per quello che gli ho pagato per il lavoro nella mia cascina di Casalbaroncolo. E da adesso non ho nessun rapporto con lui. La parola riciclaggio di denaro non mi riguarda».
Poi spiega che il Comitato sorto subito dopo il rapimento continuerà a sussistere con una confiurazione giuridica diversa, per dare aiuto e supporto ai bambini che si trovano in difficoltà, e soprattutto per ricordare sempre che la morte di Tommaso non è stata vana.
E da chiarire è ancora la posizione del quarto indagato: Pasquale Barbera, titolare della ditta per cui lavorava Alessi. Barbera è accusato di favoreggiamento e attraverso le telecamere della tv chiede scusa. «Mi sono sentito tradito dall'amicizia che avevo con Alessi», ha detto a voce bassa Barbera, «ho portato un mostro a casa Onofri. Mi hanno usato fino all'ultimo e quando ho saputo del rapimento mi sono cadute le braccia. La morte di Tommaso mi ha colpito molto: si è spenta una vita, una cosa preziosa. Voglio che Paolo sappia che chiedo scusa e perdono per aver portato questa persona nella sua casa. Un uomo che gli ha rovinato la vita».
Intanto la città di Parma si prepara a dare l'ultimo addio a Tommaso, ieri è arrivato il nulla-osta firmato dalla Procura che ha messo a disposizione della famiglia il corpicino del bimbo. Sabato, alle ore 15, nel Duomo, saranno celebrati i funerali: le bandiere degli ufficili pubblici saranno esposte a mezz'asta e i negozi abbasseranno le saracinesche per cinque minuti. La messa sarà celebrata dal vescovo della città emiliana, monsignor Cesare Bonicelli. Sabato sarà giornata di lutto e alla cerimonia funebre sarà presente anche una delegazione del comune di San Biagio Platani, paese d'origine di Mario Alessi. Parteciperanno anche il sindaco di Agrigento, Aldo Piazza, e il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro. E'atteso anche l'arrivo del Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, il quale avrebbe accettato l'invito della famiglia Onofri.
Un gesto di solidarietà arriva pure dai detenuti del carcere bolognese della Dozza, che si sono autotassati per acquistare una corona di fiori da inviare alla famiglia del piccolo Tommaso: un euro a testa per il bimbo atrocemente ucciso.