«Buco» da 2 milioni di euro se sparisce l'Ici
VIGEVANO. Il premier propone di abolire l'Imposta comunale sugli immobili (Ici) per la prima casa di proprietà. Se succedesse, al bilancio del Comune verrebbe a mancare di colpo circa 1 milione e 600mila euro di entrata. «E' chiaro che presa cosi, in modo asettico, non la vedo bene - commenta il sindaco, di centrodestra, Ambrogio Cotta Ramusino - Ma non potrà essere solo un'operazione di sottrazione di un'entrata certa e consistente come l'Ici. Bisogna vedere quali saranno le compensazioni da parte dello Stato».
«Al di là dello slogan di Berlusconi - aggiunge Cotta - bisogna vedere l'idea complessiva in un contesto, che mi auguro articolato, che prevede altri trasferimenti dallo Stato». L'assessore al bilancio, Gianpietro Pacinotti, afferma: «In base a una stima approssimativa, il gettito che perderemmo è di circa 1 milione e 600mila euro su 7 milioni e 900mila euro di gettito complessivo Ici. Noi abbiamo una forte detrazione sulla prima casa, di 171 euro, quindi già parecchia Ici sulla prima casa non viene pagata». Come può recuperare il mancato gettito? «La sfera di cristallo non ce l'ho ancora - dice Pacinotti - ma penserà il Governo a proporre misure compensative. Ad esempio, una parte dell'Irpef che va allo Stato potrebbe tornare ai Comuni e rientrare nella logica del federalismo fiscale. Se l'ha detto è perché è fattibile. Ci sono altre leve. Ma eliminare l'Ici sulla prima casa risponde a un principio politico e morale: quello di non voler gravare di una tassa la prima casa. E' un elemento fortemente innovatore». Rifondazione comunista lo propone da almeno tre anni. «Non è che si bocciano in toto le proposte degli altri - dice Pacinotti - bisogna vedere nella pratica come si attuano. Rifondazione è anche contro la proprietà privata e in assenza di proprietà privata la concezione di prima casa cadrebbe». «Sono tre anni di seguito che alla presentazione della Finanziaria, Rifondazione comunista presenta la proposta di togliere l'Ici sulla prima casa - spiega Roberto Guarchi, capogruppo di Rifondazione - perché la consideriamo ingiusta. Peccato che il Governo non l'abbia mai presa in considerazione. Nel tentativo disperato di non perdere, adesso Berlusconi prende un'idea dai tanto odiati comunisti. La sua promessa però è poco credibile. E poi Rifondazione non è contraria alla proprietà privata: tant'è che chiede l'abolizione di una tassa sulla casa che è una proprietà privata». Antonio Costa, segretario Ds, dice: «Siamo all'irresponsabilità: un milione e 600 mila euro di mancati introiti per il Comune, sarebbe la ciliegina sulla torta di un bilancio insicuro come quello che ci è stato presentato nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale in carica che, a questo punto, credo speri che l'11 aprile vinca il centrosinistra e l'Unione, altrimenti ci spieghino quali servizi essenziali taglieranno alla città». Massimiliano La Corte, consigliere comunale Ds, commenta ironico: «Chiaramente per la gran parte degli italiani questo taglio migliorerà notevolmente la vita, portando a un risparmio di 60 - 100 euro all'anno: un caffè alla settimana comodamente seduti a un bar. Ma cosa si inventerà l'assessore al bilancio e con lui tutti i sindaci e assessori italiani per la stesura del documento di programmazione?».