Pericoli al semaforo: bisogna intervenire
Quanti morti ancora ci vorranno in viale della Libertà perché i pavesi si facciano sentire ad una Amministrazione dormiente? Genitori che avete i figli della stessa età di Giacomo, che frequentano le scuole della zona Ticinello, fatevi sentire e vedere. Blocchiamo noi il traffico della Minerva se i «tecnici» non sono in grado di gestire una rotonda! Abito nella zona di viale Libertà, mamma di due figli di 17 e 18 anni che giornalmente attraversano più volte il viale ed è facile immaginare come questa terribile notizia possa avermi profondamente turbata. Non è più possibile abusare della pazienza e timidezza dei pavesi che non amano esporsi e protestare platealmente.
E' stato segnalato al responsabile dei semafori dell'Ufficio Traffico, più volte a voce e per iscritto, la pericolosità per i pedoni del semaforo di viale Libertà/via Montebello della Battaglia, ne abbiamo parlato al vigile di quartiere, ma si continua a vedere il «via libera» per i pedoni insieme a quello per le auto e gli anziani che non riescono nei dieci secondi di verde ad attraversare il viale.
Quante segnalazioni finite nel vuoto, inascoltate. In fondo noi cittadini-utenti che abbiamo votato i nostri amministratori avremmo diritto ad un intervento risolutivo su un problema che irrisolvibile non è: basterebbe che il traffico veicolare fosse interamente bloccato quando i pedoni devono attraversare... Ricordiamo tutti il caso di Tiziana Grilli investita e uccisa nello stesso posto in cui è morto il giovane Giacomo. Purtroppo situazioni analoghe sono verificabili in altri attraversamenti della città: viale Gorizia/via Scopoli, viale Partigiani/via San Giovannino, solo per citare alcuni scenari di altri investimenti pedonali.
Pavia potrebbe essere più vivibile per pedoni e ciclisti se fosse dotata di un maggior numero di piste ciclabili e di sistemi semaforici meno pericolosi, se vigili e ausiliari del traffico fossero presenti dove veramente servono e non solo a scopo sanzionatorio. Pavia è diventata una cittadina pericolosa per tutti, giovani e anziani, con piste ciclabili assurde, ciottoli e asfalti dissestati e mezzi pesanti che ti possono schiacciare per sempre magari senza neanche accorgersene.
Signor sindaco, io l'ho votata, convinta che lei come tutte le madri di famiglia prendesse a cuore e risolvesse anche i gravi problemi pratici di cui si è detto. Mi devo purtroppo ricredere: si è chiusa nel suo bell'ufficio e di Pavia non se ne occupa.
Gabriella GiardiniPavia
E l'afghano convertito?
Nessuno ne vuole parlare
Invio due considerazioni. La prima riguarda la vicenda dell'afghano (ora ospite in Italia), la seconda il Crocifisso. A proposito dell'afghano convertito e passibile di essere condannato a morte, mi domando dove sono i nostri «pacifisti» e paladini dei diritti civili.
Forse che la vita di un cittadino che si converte dall'Islam al cristianesimo non è degna di essere difesa?
Chiedere che il Crocifisso sia rimosso dalle aule dove studiano i nostri figli, è un'offesa per milioni di italiani che a quel Crocifisso credono anche se si fanno vedere poco in Chiesa.
Quell'uomo crocifisso (al di là della sentenza data da Consiglio di Stato) è il Redentore e il Salvatore dell'umanità tutta. L'uomo potrà costruire una terra senza Dio, ma senza Dio la terra sarà contro l'uomo che diventerà l'essere più infelice.
Sandro AssanelliPavia
La strada Poligogna
non è a Maranello
Sono una residente a San Genesio e percorro in automobile la strada Poligogna per recarmi a Pavia diverse volte al giorno: è una strada che permette di vedere il paesaggio, i colori della natura che cambiano con l'alternarsi delle stagioni e i volatili e altri simpatici animaletti nei quali talvolta ci si imbatte. Questa strada, patrimonio naturale per tutti, inizia a non essere più quella di un tempo: capita sempre più spesso di vedere automobilisti che la percorrono sfrecciando a forte velocità, incuranti delle più elementari regole di circolazione stradale, dei limiti di velocità, della segnaletica stradale e delle precedenze, come se la strada detta «Poligogna» fosse una succursale di «Maranello».
Succedono episodi disdicevoli, perciò, come quello che desidero segnalare, accaduto mercoledi 29 marzo: quando una «signora al volante di una automobile» senza un minimo di buon senso (merce rara oggigiorno), non fermandosi dove la strada era più larga e sicura, mi costringeva a stare più pericolosamente sul tratto di strada a ridosso di un fossato, con le ruote della mia auto quasi oltre il ciglio franoso e per di più apostrofandomi con insulti quando mi permettevo di far notare che un comportamento civile avrebbe suggerito di fermarsi dove lo stato della strada era più adatto e meno pericoloso per l'altro automobilista proveniente in senso opposto.
Logica e correttezza tra utenti della strada lo presupporrebbero, tutti dovrebbero comprendere che circolare su una strada secondaria è alternativa alla circolazione principale e non esercizio di spericolatezza e furbizia, per alcuni si rischia anche, nell'odierna società, di perdere quel rapporto di serenità e sicurezza che, in fondo, può dare anche «una strada di campagna» quando è l'intelligenza a farla percepire come tale.
Roberta SchiapparoliSan Genesio
Grazie alla Chirurgia
dell'ospedale di Tortona
Un grandissimo riconoscimento allo staff medico ed in particolare ai dr. F. Pasquali e dr. V. Franzosi, del reparto di Chirurgia di Tortona, nonchè a tutte le infermiere, per la grandissima professionalità ed umanità dimostrate al paziente.
Mauro Vitali e famigliaNovi Ligure
Un buon esempio
le rotonde di Casteggio
Come cittadino di Stradella, non posso esimermi nel fare una segnalazione giusta e positiva verso il Comune più vicino di Casteggio.
Tengo ad evidenziare come in poco tempo siano state realizzate due rotonde all'entrata di Casteggio in provenienza da Broni-Stradella.
Una già realizzata e l'altra in fase di realizzazione. Bello vedere amministrazioni che sposano l'idea di modernizzarsi a progettare opere nuove ed in particolare adottare soluzioni per migliorare la viabilità delle proprie città.
Sembrerà strano, ma anche in posti strategicamente detti impossibili, si può realizzare una rotonda. La dimostrazione la si può vedere, oltre a Casteggio, anche in paesi e città un po' più lontane: Acqui Terme, Tortona, Novi Ligure, eccetera. All'inizio impossibile, ma poi realizzate, perchè credo che tutto si può fare, basta volerlo.
La rotonda realizzata dà tantissimi vantaggi, il traffico è sempre scorrevole, la possibilità di incidenti è ridotta (dati Aci), la visibilità maggiore, senza semafori è una manutenione zero, basta affidare i lavori di cura del verde o altro in appalto ad uno sponsor e, nell'occasione, sarebbe utile inserire anche un monumento che ricordi qualcosa della città. Questo aggiungerebbe sviluppo del territorio a quanto già si sta facendo, ma, come si sa, non è mai abbastanza.
Perciò ringrazio chi ha voluto fortemente le rotonde a Casteggio e un plauso anche al sindaco Manfra che ha saputo dare un piccolo, ma grande segnale di sensibilità diminuendo lo stipendio della sua giunta del 10%. Sarà poco, ma se tutti facessero cosi, il risultato sarebbe diverso, a lui va un grande plauso.
Andrea FrustagliStradella