Dazi: è polemica tra imprese e sindacato
VIGEVANO. E' polemica tra il presidente dell'Associazione nazionale calzaturifici (Anci), Rossano Soldini, e il responsabile territoriale della Filtea-Cgil, Claudio Cerri. Cerri in un'intervista allaProvincia Pavese , ha bocciato la scelta della Commissione europea di introdurre i dazi sull'importazione di calzature cinesi e vietnamite. E ha puntato il dito contro gli imprenditori occidentali che spostano le produzioni in Oriente per risparmiare sul costo del lavoro, e poi vendono in Europa le scarpe a prezzi elevati. Soldini accusa Cerri di essere in contraddizione con la linea nazionale della Cgil.
«Non entro per l'ennesima volta nel merito e nei ragionamenti più volte espressi in tema di procedure antidumping - afferma Soldini - Ritengo inoltre che tali dazi rappresentino solo una prima importante vittoria e che fossero necessarie misure molto più severe contro il ricorso al dumping accertato dalle indagini». Ed ecco la polemica con il sindacalisat vigevanese: «Non posso non ricordare al signor Claudio Cerri che la sua 'bocciatura" sui dazi introdotti dalla commissione europea verso le importazioni di calzature in pelle da Cina e Vietnam contrasta in modo radicale sia con il 'Documento congiunto di politica industriale" siglato da Anci e Femca-Cisl, Filtea-Cgil e Uilta-Uil il 23 novembre 2004; sia con l''Avviso comune per un commercio trasparente, equo e sostenibile che tuteli l'attività industriale in Europa" di Anci e delle organizzazioni sindacali citate, steso nell'ottobre 2005 in funzione dell'incontro comune avvenuto il 24 ottobre 2005 con il commissario al commercio Verheugen; sia infine con i contenuti del comunicato stampa congiunto successivo a tale incontro».
Il presidente nazionale dei calzaturieri conclude che «fortunatamente, le posizioni di Anci e della segreteria generale di Filtea-Cgil, dopo approfondite reciproche valutazioni, hanno coinciso su questo tema (sia per l'analisi della situazione che per l'indicazione dei rimedi) e che il signor Cerri o non conosce la posizione della sua organizzazione a livello nazionale o non la condivide. Mi pare comunque che le sue conclusioni rappresentino una voce isolata e fortunatamente non ascoltata, che in nulla incide sulle decisioni prese o che si prenderanno, a Bruxelles».
«E' curiosa - replica Cerri - una posizione cosi espressa da parte del presidente dell'Anci, che rispetto per la chiarezza e l'onestà nell'esprimere le sue posizioni. Però gli accordi che cita non si riferiscono all'introduzione di dazi e a norme protezionistiche, ma sono accordi e avvisi comuni su come mettere in campo azioni a livello europeo che combattano il dumping economico, sociale e ambientale nella concorrenza sleale nel settore delle calzature». Il dirigente della Cgil sottolinea che «il sindacato non ha mai chiesto dazi né misure protezionistiche fini a stesse. Mentre sono più che convinto che servono misure forti rispetto all'applicazione del contratto, in particolare sui codici etici. Siamo contro le delocalizzazioni speculative che sfruttano le condizioni economico-sociali di altri Paesi in cui non ci sono diritti sindacali, economici, sociali e ambientali. Per il calzaturiero, la lotta all'antidumping nei documenti citati da Soldini non c'entra con le politiche protezionistiche: io sono contro i dazi come barriere protezionistiche».