Volano i prezzi alla produzione (+4,9%)
ROMA. La campagna elettorale è incentrata sul Fisco che sarà, ma i dati dell'economia riportano a una realtà ancora negativa. Prezzi alla produzione, che finiranno per riverarsi sui prezzi finali, ancora in aumento e benzina sempre più su. I prezzi alla produzione del settore industriale a febbraio sono cresciuti dello 0,4% rispetto a gennaio e del 4,9% rispetto a febbraio 2005. Lo comunica l'Istat. Una crescita cosi accentuata non si verificava da gennaio 2001: +5,4%. Pesano i rincari dei prodotti energetici. E la Francia ieri ha comunicato aumenti più contenuti (0,1% mensile e +3,5% annuale).
Sulla crescita dei prezzi a ha un peso determinante la voce energia. «A febbraio, rispetto al mese precedente, assistiamo a un forte rallentamento della crescita» spiegano all'Istat. Nonostante questo, il peso dei prodotti energetici mantiene sostenuto il tasso tendenziale che infatti registra una accelerazione rispetto a gennaio (in questo mese era stato pari a +4,8%). Rispetto al mese di febbraio 2005 gli aumenti più rilevanti sono stati registrati sempre nei settori dell'energia (+21,8%) e dei prodotti petroliferi (+19,4%). Stessa dinamica nel primo bimestre 2006.
Benzina.Raffica di nuovi aumenti. Dopo il rialzo di mercoledi dell'Agip, e dopo la nuova volata sopra 1,3 euro al litro dei distributori Api e Ip, anche le altre compagnie hanno ritoccato al rialzo i propri listini. Pur non superando la soglia di 1,302 toccata appunto da Api e Ip (2.521 lire al litro), la Esso si è portata a 1,3 euro, Erg, Shell e Tamoil a 1,299. «L'aumento non fa che dimostrare che le compagnie petrolifere usano la doppia velocità per aumentare e diminuire i prezzi della benzina. Solo per quest'ultimo incremento si avrà un aumento di 30 euro all'anno per i pieni di benzina» dice la Federcosumatori, sottolineando provocatoriamente che la politica della compagnie «si può comprendere poiché ogni centesimo di aumento fa guadagnare loro, mensilmente, 20 milioni di euro. Meno comprensibile è la quiescenza colpevole del governo che permette tutto questo poichè lucra non solo sulle tasse di produzione (le accise), ma anche sull'Iva al 20% che permette all'esecutivo di guadagnare milioni di euro sugli aumenti del carburante senza fare alcunché (siamo arrivati a 3 miliardi di euro all'anno)». E la polemica si riflette anche sulla campagna elettorale: «Con la Cdl le tasse sono aumentate. Su benzina e gasolio noi sterilizzammo l'Iva, la Destra non lo ha fatto. Il risultato è che ogni italiano ha pagato 10mila euro di benzina in più» ha accusato il diessino Violante.